Zoira è la prima a dire che non si fa
Se sei un drago e abiti a Gardonè questo è un periodo dell’anno che impari ad apprezzare. Gli impianti di risalita sono chiusi, i bambini tornano a scuola e la nostra Foresta si svuota.
Oh che pace, che tranquillità. Posso finalmente uscire allo scoperto e fare tutte le cose draghesche che mi piacciono di più come un draghetto normale. Volare, per esempio. Di notte non è così facile, volare intendo, soprattutto per un drago alle prime armi come me. Gardonè è un posto bellissimo per volare. L’aria frizzante solletica il naso, i larici cambiano colore. D’estate sono di un bel verde brillante, gialli e arancioni d’autunno. È una magia.
L’apina e le sue sorelle, Martín con le mucche, tornano tutti a valle e quassù restiamo solo noi. “Solo” si fa per dire. Capita a volte di veder sbucare, da dietro un cespuglio o una roccia, un retino colorato. Eccolo! È il prof. Drache, che buffo! Cerca di camuffarsi in qualche modo per avvicinarsi a noi. Senza grandi risultati. Invece di dare lezioni di dragologia dovrebbe prendere qualche lezione di “nascondino” da noi draghi, siamo espertissimi.

Drache alla ricerca di indizi nella Foresta dei Draghi
D’estate è divertente nascondersi dalle famiglie in vacanza e, a sentir parlare i draghi anziani, quasi necessario! Ma a volte diventa noioso. Bambini, passeggini, mamme, papà, nonne, nonni, animali pelosi al seguito. Mi chiedo perché non possiamo uscire allo scoperto e via!
Zoira è la prima a dire che non si fa, non è opportuno, “gli umani non sono ancora pronti” e bla bla e l’antica profezia e bla bla. Uffa!
Sapete tenere un segreto? Un giorno stavo camminando nella Foresta – invisibile io (è una tecnica che insegnano a tutti i draghi fin da piccoli) – e ho avuto come l’impressione che certi bambini riuscissero a vedermi! Non scherzo.
Stavano giocando vicino alla grande roccia della profezia, d’un tratto si sono girati verso il bosco e uno di loro, tutto ricci e lentiggini, mi ha sorriso! Shhshssss, non ditelo in giro 😉







