• Il massiccio del Latemar, in val di fiemme, trentino

Sentiero da Passo Feudo a Gardonè

Questo percorso ci porta alla scoperta di un sentiero poco battuto: potrete camminare con il vostro passo nella natura, con magnifici panorami sulle montagne intorno.

Si raggiunge Passo Feudo con i due impianti di risalita che partono da Predazzo: con la telecabina arrivate a località Gardonè, con la seggiovia fino al Rifugio Passo Feudo.

Arrivati a Passo Feudo ci si incammina in discesa lungo la strada forestale. Poco prima di arrivare al tratto pianeggiante, sulla sinistra, troviamo l’indicazione “Baito Sugadoi” e “Funivie Gardonè”. Si inizia a percorre il sentiero che taglia tutta la costa sotto il Rifugio Passo Feudo, passando quasi subito sotto la seggiovia.

Attorno a noi ci sono pascoli di alta montagna e moltissimi fiori colorati. Il sentiero arriva in una valletta dove scorre un piccolo ruscello. Continuiamo sul fianco della montagna, saliamo leggermente e, lungo il percorso, troviamo alcuni abbeveratoi per le vacche: anche loro in estate trascorrono le ferie in alta montagna.

La salita è molto tranquilla. A un tratto si passa tra la roccia e gli abeti, poco dopo troviamo un paletto con le classiche tabelle segnaletiche dei sentieri. A destra segnalano un sentiero che scende e porta a Funivia Monte Gardonè (1 ora di cammino). Ignoriamo questa indicazione e seguiamo la tabella che indica “Bait Sugadoi 0.35 min” e “Funivie Gardonè 2.40 ore”.

Il sentiero sale ancora in mezzo al pascolo. Noterete un sasso abbastanza grande, con dei buchi nel terreno attorno: è opera delle laboriose marmotte. Potreste sentirle fischiare. Sapete perché fischiano? Le marmotte vivono in gruppo e scavano la loro tana sotto il terreno prativo. La tana ha diverse entrate, anche molto distanti tra loro. Mentre la maggior parte della famiglia è nella tana o in giro per il pascolo a mangiare, una di loro sta di guardia. Quando si accorge che un “pericolo” si sta avvicinando (uomini, animali, uccelli) fischia per dare l’allarme al resto della famiglia. È il segnale che bisogna correre al riparo nella tana. Intelligenti vero?

Se sentite fischiare una marmotta, cercate di capire da quale direzione arriva il suono! Con un po’ di allenamento riuscirete a vedere la “sentinella”: ferma, in posizione eretta, scruta l’ambiente circostante pronta a scappare nella tana.

Proseguendo, arriviamo su un cucuzzolo: qui si può fare una piccola pausa e ammirare il paesaggio. Vedrete il Massiccio del Sella con il Piz Boè, la parete sud della Marmolada, le Pale di San Martino, la Catena del Lagorai, il Monte Agnello e i pendii del Latemar. Sotto di noi, molto più in basso, c’è il paese di Predazzo.

Spesso qui ci sono le vacche al pascolo e il suono delle loro campane contribuisce al relax e all’immersione nell’ambiente alpino. D’estate le vacche mangiano l’erba e i fiori dei pascoli che rendono il sapore di formaggio di malga più intenso rispetto ai formaggi prodotti durante il resto dell’anno. Provate a cercarlo nei caseifici di Cavalese e Predazzo e assaggiatelo, sentirete che bontà!

Proseguiamo sul sentiero, prima pianeggiante e poi in leggera discesa. A un certo punto noterete un tetto rosso e bianco spuntare da un avvallamento a sinistra. Raggiungiamo in pochi minuti il piccolo “Bait dei Sugadoi” (2196 m), adagiato in una conca che lo protegge dal vento. La baita è costruita in sassi e legno; nel prato c’è anche un tavolino con le panche, ideale per una breve sosta o per il pranzo.

Il sentiero prosegue in discesa e pian piano, oltre al pascolo, iniziano ad esserci i primi alberi: larici, abeti rossi, pini mughi e pini cembri. Scorgiamo qualche pianta di rododendro: le fioriture più belle sono a luglio, quando si trasforma in un cuscino rosa meraviglioso.

Seguite sempre la segnaletica CAI bianca e rossa (è quella che indica il sentiero) e non badate ai segni azzurri che trovate su alberi e sassi: servono a delimitare i terreni comunali ma non portano da nessuna parte.

Continuiamo la discesa a tratti in mezzo nel bosco, con alberi maestosi dalle fronde fino a terra, alternati da pascoli pieni di sole che, se non l’avete già fatto, invitano alla sosta per un meritato pic nic. C’è poi un tratto un po’ più ripido che termina ad un bivio con una strada forestale. Ignoriamo le indicazioni a sinistra (porta a “Le Prese – Valsorda”) e proseguiamo in discesa, a destra, sulla strada ciottolata. Su una curva troviamo altre tabelle segnaletiche e seguiamo le indicazioni per “Malga Baita Gardonè”.

Lasciamo quindi la strada sterrata per percorrere un sentiero con vari saliscendi in un bosco di abeti rossi (a terra un tappeto di aghi secchi) e poi di larici, con l’erba verde. Anche qui è possibile trovare delle vacche al pascolo.

In poco tempo arriviamo alla Foresta dei Draghi , uno dei tre facili sentieri tematici per famiglie e bambini a Gardonè. Se avete ancora fiato o ci sono bambini nel gruppo, la Foresta dei Draghi merita una passeggiata. Altrimenti proseguite verso destra, verso la partenza della telecabina che porta a Predazzo e Baita Gardonè dove potrete riposare e fare una golosa merenda.

Questo percorso può essere fatto anche al contrario: partenza da Gardonè e arrivo al Rifugio Passo Feudo. Il dislivello è di 700 m, la pendenza della salita è abbastanza costante, per cui il sentiero non è troppo impegnativo. Se decidete di percorrerlo in questo senso, all’arrivo a Passo Feudo sarete ricompensati della fatica da un bellissimo panorama e sarà difficile resistere alla tentazione di un dolce squisito al rifugio.

Informazioni sul percorso

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QUOTA MAX 2200 m
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DISLIVELLO IN DISCESA 670 m
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4 H CIRCA
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NO BICI
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MEDIO

Stay tuned!