La mattina è fatta per dormire (anche no)
Le ferie che sogno sono così: letture, smalto fresco, infradito e niente sveglia. Macché! Ha deciso di partire all’alba. Neanche il tempo di un caffè, mi sono trovata in sella ad una mtb presa a noleggio, su un sentiero di montagna. Decaffeinata, con uno zaino in spalla da fare invidia a Messner! Lui? Eccolo lì, dieci metri avanti. Pedala senza sapere cosa sia la fatica. GRRRRR! Neanche fosse un camoscio!

L’avete visto com’è felice con la sua Go-Pro? Un’impresa atletica così va immortalata. Oh, cielo! Ci siamo. Adesso guarda la cartina. Siamo appena partiti e ci siamo già persi. Ottimo. Ma chiedere informazioni al rifugio? Figuriamoci se quella ‘giovane marmotta’ perde tempo a chiedere indicazioni!
“Di qua Alessia, andiamo!”
“Arrivo, arrivo”.

Giro del Latemar in MTB ©Naomi Facchini
Ecco, la di-sce-sa. Se cado dalla bici faccio un urlo che sveglio anche i draghi. Ohohhhho, com’è ripida! Dai dai, tranquilla, ce la posso fare eeeeeeh! UAU! Sono ancora tutta intera e pure la bici, incredibile.
“Ale, guarda che panorama fantastico. Alla nostra destra c’è il massiccio del Latemar, facciamoci un selfie”.
Questa è buona. Se pensa che mi faccia un selfie con i capelli schiacciati nel casco e la faccia paonazza si sbaglia di grosso. Non capisco come faccia ad essere fresco come una rosa! Che invidia.
“Dai Ale vieni, ci mettiamo qua con le bici e il Latemar sullo sfondo”.
“Arrivo, arrivo. Però il casco non lo togliamo, dai. È più reale così”.

Lago di Carezza ©Naomi Facchini
Ma che bello qui. Sarà che ho preso un po’ confidenza con la bici, il cambio non mi fa più impazzire, che ne so. Finalmente riesco a godermi il paesaggio. Che meraviglia. Luoghi suggestivi, aria buona, profumo di bosco. E quello dev’essere il Lago di Carezza, sembra una lastra di smeraldo. Appena arriviamo una foto lì ci sta tutta! Poi la pubblico su facebook e faccio schiattare di invidia le mie amiche 😉
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