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3 SCUOLE DI SCI NELLO SKI CENTER LATEMAR

In Val di Fiemme in inverno le giornate sono soleggiate e perfette per sciare: piste splendide, impianti veloci, spettacoli straordinari, panorami mozzafiato, giochi da fare sulla neve, cucina gustosa nei rifugi, musica e divertimento. Per imparare a sciare, nello Ski Center Latemar ci sono tre scuole di sci per i bambini. In vacanza sulla neve, seguiti passo a passo i bambini imparano a sciare e si divertono.

SCUOLA DI SCI ALTA VAL DI FIEMME

scuola di sci alta val di fiemme predazzo

I maestri della scuola di sci Alta Val di Fiemme – Predazzo

Imparare a sciare ti fa scoprire la montagna con occhi nuovi. I bambini si divertono, gli adulti devono superare qualche timore ma non si fermano più. La Scuola di Sci Alta Val di Fiemme ha un team di istruttori di sci e snowboard. Alcuni sono guide alpine, allenatori federali e istruttori nazionali, tutti iscritti all’Associazione A.M.S.I (Associazione Maestri Sci Italiani). Specializzati a insegnare lo sci a tutti, in particolare ai bambini e a persone disabili. Per imparare non ci sono limiti di età, basta amare la neve.

Info: info@scuoladisci.net | tel. 0462 576164 e 0462 502999 | www.scuoladisci.net 

SKI & SNOWBOARD SCHOOL OBEREGGEN

Sci, Snowboard, Telemark, Freeride e Freestyle sono le attività proposte dal team di maestri della scuola. Ski & Snowboard School Obereggen fa parte del programma formativo dei maestri di sci dell’Alto Adige: una scuola attenta all’apprendimento dei bambini dai 3 anni in su. La struttura e la preparazione dei maestri sono stati valutati dal Collegio dei Maestri di sci dell’Alto Adige con il marchio qualità 5 stelle. I bambini imparano e si divertono.

Info: info@obereggenski.com | tel. 0471 615 667 | www.obereggenski.com 

SCUOLA ITALIANA SCI, ALPE DI PAMPEAGO

scuola di sci alpe di pampeago

Tutti in fila! I bambini del corso seguono le indicazioni della maestra

30 maestri specializzati in tutte le discipline: Sci, Snowboard, Telemark, Freeride, Freestyle. La Scuola Italiana Sci Alpe di Pampeago vi segue passo a passo: bambini e adulti, ciascuno con i propri tempi fino ad acquisire tecnica ed eleganza. Se ti diverti e impari a sciare in Trentino, non lo dimenticherai mai. Alcune amicizie nate con gli sci ai piedi durano tutta la vita.

Info: scuolasci.pampeago@tin.it | tel. 0462 813337 | www.scuolascipampeago.it

Qualche informazione pratica:

Ski Center Latemar è la più grande area sciistica del Comprensorio Val di Fiemme-Obereggen. I punti di accesso alle piste sono tre: Predazzo, Pampeago e Obereggen. Gli impianti di risalita per Gardonè e Passo Feudo sono a 10 minuti da Predazzo in Val di Fiemme. Aperti tutti i giorni dal 6 dicembre al 8 aprile, dalle 8.30 alle 16.45. Se vuoi fare una pausa c’è l’Alpine Coaster Gardonè, la pista delle slitte e la Foresta dei Draghi.

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Avventure nella Foresta dei Draghi ep.4

4 piccoli esploratori ep.3

Ci siamo lasciarti nella Foresta dei Draghi con i nostri piccoli amici accampati per la notte al riparo di una grande roccia. Eccoli la, tutti addormentati. Anche Teo dorme profondamente, pensare che non riusciva a prendere sonno.

Shhhhhh…

Le prime luci del mattino cominciano a farsi strada tra gli alberi e il bosco riacquista i suoi colori. Un cinguettio frenetico spezza la tranquillità.
Dormono tutti,  Edo gira intorno alla roccia e ritrova l’enorme graffio. “Non me lo sono sognato, è tutto vero.”

avventure nella foresta dei draghi predazzo val di fiemme

Sem passa le sue dita sottili fra i solchi scavati nella roccia

“Cosa è vero? Cosa?” Sbuca Sem con i capelli pieni di muschio verde e licheni. “Il graffio Sem, vedi? Ieri sera l’abbiamo notato prima di andare a dormire, io e Teo. Non può essere che un segno lasciato dagli artigli di un drago, vedi come è grande e profondo?”. Sem passa le dita sottili nei solchi scavati nella roccia, segue il contorno, strofina le fessure e annusa le mani. ” Zolfo!” escalma.

avventure nella foresta dei draghi predazzo val di fiemme

“Ehi ragazzi, guardate un po’ qua!” dice Teo riemergendo con il naso dal libro del professore

“Ehi ragazzi, guardate un po’ qua!” e il naso di Teo riemerge dal libro del professore. “Questa roccia è riportata sul libro, si chiama Roccia della Profezia e dovrebbero esserci altre incisioni. Guardate: ecco la sagoma di un uomo e questo sembra un vulcano”. I bambini presi dalla foga della scoperta, iniziano a perlustrare palmo dopo palmo la grande pietra. Si arrampicano, tolgono il muschio, la puliscono da aghi e rametti, finché non compare sotto i loro occhi la sagoma di un uomo scalfita nella roccia.

Eccolo! L’uomo sulla pietra come nel libro.

Sono elettrizzati: 4 bambini catapultati da chissà dove hanno trovato la vera Roccia della Profezia. I dragologi più esperti la cercano da anni. Oh che emozione!

avventure nella foresta dei draghi predazzo val di fiemme

Eccolo! L’uomo sulla pietra come nel libro!

“Ragazzi, guardate qui in basso!”, urla Edo agitato più degli altri “C’è come una specie di serratura…Teo controlla sul libro , dice niente di una serratura? O di una chiave?” Teo si appoggia il grande libro sulle ginocchia e inizia a sfogliare svelto le pagine. “No Edo, niente. Nessun cenno a serrature, chiavi, niente. Non trovo neanche il disegno”.

Molto strano. Perchè le altre incisioni vengono descritte con tanto di illustrazione e note dettagliate e di quella serratura invece nemmeno uno scarabocchio?

Se solo avessimo la chiave potremmo vedere di cosa si tratta” sospira Sem. “Ma sei diventato pazzo?! Se avessimo la chiave faremmo bene a non far nulla! Chissà che pasticci terribili nasconde tutto questo! Dai retta a me, se questa serratura non c’è sul libro del professore un motivo ci sarà! Potrebbe essere pericoloso, non siamo già abbastanza nei guai? Io voglio tornare a casaaaa!!!”

“Smettila Teo, non fare il fifone! Piuttosto cerchiamo di capire il significato di queste incisioni sulla roccia. Potrebbero dirci come tornare a casa!” Interviene Edo un po’ seccato.

“Perché non lo chiediamo a lui?”, suggerisce la piccola Emma con i capelli arruffati e gli occhi ancora mezzi addormentati. “A lui chi Emma?”. “Avevo sete appena alzata, sono andata al ruscello e l’ho visto. Dai vieni fuori, non fare il timido”.

Da dietro il tronco massiccio di un larice, spunta una timida zampa, seguita da un musetto di drago. Ehi aspetta! È Tof!

“Emma non ti muovere..d-di-dietro di te c’è u-un drago!“, balbetta Edo. “Lo so, si chiama Tof, abbiamo fatto amicizia al ruscello poco fa, lui può aiutarci a tornare a casa”. La naturalezza di Emma è spiazzante. Come fosse normale fare amicizia con un drago.

“C-ciao” farfuglia il piccolo Tof un po’ spaventato. “Così voi sareste bambini, giusto?”, chiede prendendo coraggio.

TONF!

Teo lascia cadere a terra il libro del professore.  I tre i bambini spalancano occhi e rimangono a bocca aperta dallo stupore.  “Oh cielo! Questo è un drago vero e per giunta parlante” grida Sem mentre si rannicchia dietro la schiena di Edo.

Continua… 😉

Se vi siete persi il PRIMO EPISODIO , il SECONDO o il TERZO

episodio, eccoli e buona lettura 🙂

QUALCHE INFORMAZIONE PRATICA PER VIVERE LA VOSTRA AVVENTURA:

La Foresta dei Draghi è a Gardonè, una facile passeggiata da percorrere in famiglia. Raggiungibile con gli impianti di risalita di Predazzo in Val di Fiemme. Dal 6 dicembre gli impianti di Predazzo sono aperti per portarvi in quota: la Foresta dei Draghi ti aspetta anche in inverno! E poi pista delle slitte , Alpine Coaster Gardonè e il parco giochi il Regno dei Draghi. Vieni a trovarci siamo a 10 minuti da Predazzo.

Francesca Delladio

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5 ricette con prodotti buoni della Val di Fiemme e un po’ di storia

Questo post è dedicato a tutti gli amanti del buon cibo. Parliamo di pasta, un alimento che da energia e che si presta a mille varianti gustose. A Predazzo, c’è un pastificio con 100 anni di storia che utilizza l’acqua delle sorgenti dolomitiche e l’aria buona di montagna per rendere i suoi prodotti delle vere eccellenze della Val di Fiemme da esportare in tutto il mondo.

Un pastificio con 100 anni di storia

famiglia Felicetti pastificio Predazzo

Famiglia Felicetti ©Castiglioni

In Val di Fiemme c’è un pastificio che ha quasi 100 anni. È il Pastificio Felicetti, fondato nel 1908, con sede a Predazzo. Se arrivate in macchina, sulla Statale delle Dolomiti, in direzione Moena, potete vedere lo stabilimento sulla destra: la scritta “PASTA” è evidente, colorata.

Il piccolo laboratorio per la produzione della pasta venne fondato da Valentino Felicetti prima della Grande Guerra. La tradizione passò di padre in figlio con un continuo miglioramento del processo produttivo, della qualità e l’aumento della produzione per soddisfare le richieste del mercato italiano e internazionale.

Nei supermercati di tutta la Val di Fiemme potete trovare diversi prodotti: dalla pasta più comune, di grano duro, che fa concorrenza ai grandi marchi italiani, alle specialità: biologica, integrale, farro integrale, tricolore. La selezione “Monograno”, pasta fatta con farine scelte, tutte biologiche: kamut, farro, Matt, Senatore Cappelli. Tutte prodotte con farine 100% italiane che provengono da coltivazioni controllate.

Ciò che rende speciale questo prodotto è la lavorazione della farina con l’acqua di sorgente purissima delle Dolomiti (prelevata a 2000 metri) e l’aria di montagna.

Speck, lucanica, pancetta, prosciutti

Rifugio passo feudo orzo e speck

Modi alternativi di utilizzare lo speck – rifugio Passo Feudo ©Campanile

In passato quasi tutte le famiglie avevano un maiale. D’inverno, verso Natale, il maiale veniva trasformato in succulenti insaccati. In Val di Fiemme ci sono delle buone macellerie.

Lo speck è famoso in tutto il Trentino Alto Adige ma in Val di Fiemme, oltre allo speck, vengono prodotti anche pancetta, lucaniche fresche (simili alle salamelle ma più grosse, si fanno alla piastra o cotte a lungo in acqua bollente) o stagionate, salami e prosciutti cotti. Oltre al maiale, nelle nostre macellerie potete trovare anche lucaniche di cervo, capriolo, e lucaniche con pasta mista di maiale e capra.

Nei rifugi e ristoranti locali consiglio di prendere un tagliere di salumi nostrani e formaggi misti. Sono i sapori dell’antica tradizione di montagna.

5 ricette con prodotti della Val di Fiemme

Penne al farro con zucchine saltate e basilico

Tagliate le zucchine a cubetti e saltatele in padella con olio d’oliva, sale e pepe. Nel frattempo cuocete la pasta al farro integrale. Scolate la pasta e saltatela con le zucchine. Aggiungete basilico fresco e Trentingrana. È una ricetta molto estiva, ottima anche fredda.

Fusilli di Kamut al ragù alpino

Fate rosolare una lucanica fresca (le nostre salamelle) dopo aver tolto la pelle. Spezzettate la carne con una forchetta. Quando è rosolata bene, aggiungete polpa di pomodoro e (secondo i gusti) un po’ di cipolla. Lasciate cuocere per 10 minuti. Assaggiate il sugo prima di aggiungere il sale (la pasta delle lucanica è salata, speziata e risulta saporita). A fine cottura, per rendere il sugo ancora più gustoso, aggiungete un po’ di panna. Lessate i fusilli, o fusilloni al Kamut, e condite la pasta. Questa ricetta non è da prova costume ma in montagna bruciamo tante calorie camminando in alta quota. J

Spaghettoni MATT con trota e timo di montagna

In una padella saltate per qualche minuto due filetti di trota, tagliati a pezzetti, con un filo d’olio e un pizzico di sale. Aggiungete qualche fogliolina di timo di montagna e mettete da parte. Lessate gli spaghettoni MATT, scolateli avendo cura di tenere da parte un po’ d’acqua di cottura. Saltate gli spaghetti col sugo di trota. Se dovessero risultare troppo asciutti aggiungete un po’ d’acqua di cottura della pasta.

Penne “Monograno” con cubetti di zucca e speck

Tagliate a cubetti lo speck, rosolatelo per pochi minuti e fate raffreddare. Sbucciate una zucca e tagliatela a pezzetti piccoli. In una padella mettete un filo d’olio d’oliva, aggiungete la zucca, sale, pepe e un rametto di rosmarino. Fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete un po’ d’acqua alla volta finché la zucca diventa morbida. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Cuocete le penne al dente, scolate e saltatele in padella con la zucca e lo speck. Servite con Trentingrana grattugiato.

Orzotto con verdure e speck

Mettete a bagno per 24 ore l’orzo. Rosolate i cubetti di speck per pochi minuti e fate raffreddare. Tagliate del porro a rondelle sottili, sedano e carote a cubetti e fate rosolare le verdure lentamente in una padella con olio e sale. Incorporate l’orzo scolato e mescolate per un minuto. Aggiungete del brodo, poco alla volta, e cucinate come fosse un risotto. A fine cottura aggiungete lo speck, mantecate con una noce di burro e Trentigrana grattugiato.

Qualche informazione pratica:

Se non siete dei veri “masterchef” ma vi piace la buona tavola e il relax potete gustare i buoni prodotti della Val di Fiemme anche nei rifugi e nelle baite della MontagnAnimata. Dal 6 dicembre gli impianti di Predazzo saranno aperti per portarvi in quota 🙂 Alla baita Gardonè (1650 m) o al rifugio Passo Feudo (2200 m) potrete godervi un momento di tranquillità a tavola, davanti a un bicchiere di buon vino e a un tagliere di salumi al cospetto del massiccio del Latemar.

Nadia Delvai

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Metti un pomeriggio d’autunno in Val di Fiemme, Trentino

A Predazzo un tè con Gea e la Signora Matilde

Non ci crederete! Ho fatto fatica anch’io. Questa storia sa di tè alla ciliegia e dolcetti. Mettetevi comodi, poi mi direte se Predazzo, in Val di Fiemme, non è un posto speciale.

Come due comari

Novembre è alle porte. Comincia a far freddo ma in casa non ci so stare. Dalla piazza del paese alzo lo sguardo al monte Feudo. Sulla cima c’è una spruzzata di neve. È la prima della stagione, una meraviglia. Mi stringo nel maglione di lana, tiro su il colletto sopra le orecchie, cammino a passo spedito quando in lontananza sento un chiacchiericcio famigliare.

“Ma no, la Nave d’Oro è un bellissimo albergo, è lì che ho lasciato i bagagli prima di salire al Feudo!”

“ Oh mia cara Gea non hai ancora capito che siamo nel 2017! Che cara, fai tenerezza.”

Arrivo vicino alla sede della Regola Feudale di Predazzo e sulla terrazza del bar, poco distante, eccoti Gea e la ignora Matilde. Sono lì, proprio davanti a me. Stropiccio un po’ gli occhi. Ma sì, sono loro! Come vecchie amiche, al tavolino di un bar con tè e pasticcini.

Adesso siamo in tre

Con un filo di timidezza mi avvicino e chiedo se posso unirmi a loro. Accettano. Mi sembra surreale. La signora Matilde composta sulla sedia, stringe fra le mani il suo ombrellino. Cappello e guanti adagiati in grembo, sorseggia tè all’aroma di ciliegie.

Gea non riesce a separarsi dal suo taccuino. Tra un sorso e l’altro scarabocchia, scrive, cancella e riscrive. In pochi secondi vengo catapultata nel loro mondo. Insieme cavalchiamo ricordi di un’intera estate.

 

il tè delle cinque

Eccomi qua, con la signora Matilde e Gea!

“E quel  giorno sulla MontagnAnimata? Io ero salita per fare una passeggiata tranquilla. Insomma, vestita di tutto punto come si confà ad una signora! La Guida del Cais mi ha fatto mettere quelle orrende pedule! Non si abbinavano neanche da lontano col mio vestito! Barbaro!”

Sorrido, mentre approfitto dei biscottini.

“A me non è andata certo meglio! Anni di ricerche e studi sulla formazione delle rocce dolomitiche per venire contraddetta e zittita da Guido la Guida. Ma insomma, sono o non sono una geologa di fama mondiale!? ”

Il quarto vien da sè

Questi uomini! Sospiriamo, scambiandoci sguardi d’intesa. Non posso fare a meno di notare una certa malinconia nei loro sguardi. Suona un cellulare, Gea risponde.

“Tesoro, non mi prendere in giro! Veramente? Ma che bella notizia,  e dove? Dove? Ah a..beh certo, dopo tanto sforzo dovevate trovarlo! Potere della scoscessitudine ragazza mia! Ci sentiamo, ti ringrazio.”

Ok, a parte il fatto che trovarmi davanti Gea, venuta dal passato, mentre parla al cellulare ha dello straordinario, roba da “ritorno al futuro”.

Chi era Gea? Racconta!

“No, niente…era la mia cara amica biologa, hanno finalmente trovato il dahú a Gardonè!”

Che notiziona! Trovato il dahú! È da tutta l’estate che lo cercano.

“Trovato il dahú! Ma sentitele! Sono anni che cerco i draghi sulla MontagnAnimata e voi dopo una sola stagione già trovate quel che cercate! Ma che ingiustizia!”

Ecco saltar fuori il Prof. Drache, scuote la testa e sbuffa indignato. Nello zaino, tra sonde cerca draghi e retino, ci sono buste colme di provviste.

Dai Nikolaus, non fare il broncio, siediti con noi. Prendi un caffè?

“No, grazie. Si sta facendo tardi e devo salire a Gardonè nella mia baita prima che faccia buio . Passerò l’inverno lassù  a studiare e magari riuscirò a finire il mio libro sui draghi dei ghiacci.”

Ci saluta, togliendosi il cappello (un vero gentleman) e se ne va, con quella camminata da dragologo che affascina i bambini.

Qualche informazione pratica:

La MontagnAnimata si raggiunge con gli impianti di risalita di Predazzo, in Val di Fiemme. Gli impianti sono aperti, durante la stagione estiva, dal 25 giugno al 10 settembre. Se non l’avete vista d’estate, la Foresta dei Draghi è bellissima anche con la neve d’inverno dal 6 dicembre al 8 aprile. Puoi chiedere il giocolibro all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardonè, vedrai le tracce dei draghi buoni del Latemar sulla neve fresca, graffi sulle rocce e gigantesche uova di drago. Potrai fare un giro sull’Alpine Coaster Gardonè, sfrecciando tra gli alberi innevati a tutta velocità. E non perderti una discesa sulla pista delle slitte. Ti aspettiamo.

Francesca Delladio

 

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Cosa fanno i dahù in autunno? Sulla MontagnAnimata del Latemar si innamorano

Sulla MontagnAnimata del Latemar i dahú in autunno si innamorano, ma trovare una compagna per la vita è un’avventura! Tra cervi che bramiscono rumorosi ad ogni angolo di foresta della Val di Fiemme, caprioli che si scornano per farsi belli davanti alle femmine, camosci che si esibiscono in acrobatiche giravolte… ecco un dahú.

Niente saltelli o mirabolanti numeri da circo. Con le nostre zampe sbilenche rischiamo di ruzzolare a valle e sono dolori. Girando solo a destra (o soltanto a sinistra), se non facciamo attenzione finiamo a rotoli lungo i pendii. Come fare a trovare una compagna per la vita? Già siamo in pochi, trovare una femmina con le zampe 19coordinate alle tue è praticamente impossibile.

Conquistarla (una femmina) è complicato per dei bipedi (stabili) come gli umani, per un dahú traballante può diventare impossibile. Ti rassegni quasi a una vita solitaria.

ricerca del dahù a Gardonè in Val di Fiemme

Le scienziate alla ricerca del dahù a Gardonè! ©Modica

Poi  un giorno la vedi: bella bellissima, ti trafigge il cuore per come bruca l’erbetta vicino al rifugio Passo Feudo. Che meraviglia, pura poesia! Mi avvicino? Chissà quanti pretendenti avrà al seguito! E poi siamo pratici. È in tutto uguale a me, un dahú levogiro femmina. Cosa facciamo? Ci rincorriamo per tutta la vita? Disegniamo solchi su per le montagne della Val di Fiemme senza mai poterci incontrare? Guardiamo le stelle sotto i pinnacoli del Latemar?

Essere un dahú non è da tutti, per questo siamo rari. Ci vogliono anni di allenamento, prove di abilità e di equilibrio per stare su queste nostre zampe sbilenche. Migliaia di passi su pendii scoscesi e dislivelli impervi che i nostri cugini stambecchi se li sognano. Eppure basta una femmina con gli occhi azzurri come il lago di Carezza per farci venire la tremarella alle ginocchia! Come faccio a farmi avanti?

Potessi chiedere aiuto a quelle due strane scienziate che si aggiravano nel bosco a Gardonè. Con occhiali improbabili, antenne e sonagli, quelle allegre e appassionate ricercatrici saprebbero forse darmi un consiglio. Che poi, mettiamo di riuscire ad avvicinarla senza cadere o peggio, farla cadere, cosa potrei dirle?

“Ciao, sono Dalvis un dahú come te!” (banale, penserà)

“Ehila come butta?” (impresentabile, avete ragione)

“Ciao sono Dalvis,  sai che i dahú sono in pericolo di estinzione?” (saccente, non si fa)

“Ciao sono Dalvis, ti trovo bellissima. Fai strada tu?”

Qualche informazione pratica:

Sulla MontagnAnimata c’è un posticino speciale dedicato al dahù. È a Passo Feudo, si raggiunge con gli impianti di risalita da Predazzo, in Val di Fiemme. D’inverno potrete giocare nella Foresta dei Draghi Arrivati a Gardonè, scesi dalla telecabina, passate al Punto Info e chiedete un giocolibro: sul sentiero troverete le tracce dei draghi buoni del Latemar, graffi sulle rocce e gigantesche uova di drago e chissà… sulla neve fresca potrebbe esserci anche l’impronta di un dahú. Vieni a trovarci, potrai fare un giro sull’Alpine Coaster Gardonè o sulla pista per le Slitte, sfrecciando tra gli alberi innevati a tutta velocità. Ti aspettiamo.

Francesca Delladio

Sara Carneri

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Anche i pastorelli della Val di Fiemme vanno a scuola

Correre sui prati e nei boschi di MontagnAnimata all’avventura è mooolto più divertente che starsene fermi in classe. Vale per tutti i bambini ma immaginate Martìn, dopo aver trascorso l’estate sulle montagne della Val di Fiemme con il nonno … che fatica!

“Dai Martìn, scendi a fare colazione e non dimenticare lo zainetto!”

Oh poveri noi! Non si può dire che Martìn sia molto ordinato. Riesce a dimenticare in giro anche il secchio del latte, e non è certo piccino, figuriamoci lo zaino di scuola. Quanta pazienza ha avuto il nonno durante l’estate? Quante volte lungo il sentiero ha recuperato forca e rastrello, cappello e scarponi. All’imbrunire non c’era mai niente al suo posto. Martìn ha la testa tra le nuvole, non sa resistere alla tentazione di correre a piedi nudi sull’erba, che ci sia il sole o un temporale in arrivo. Prende un sentiero nel bosco e abbandona tutto alla ricerca di rami e pigne per costruire un vascello.

bidoni del latte dei pastorelli della Val di Fiemme

I bidoni del latte “dimenticati” da Martìn!

Per tutta l’estate sulla MontagnAnimata del Latemar, nelle Dolomiti, si è alzato alle quattro di mattina, vispo come un grillo. Veloce a vestirsi e subito pronto per aiutare il nonno a mungere le mucche e portarle al pascolo. E adesso? Tante storie per stare altri cinque minuti a letto.

“Arrivo, arrivo. Ci sono quasi.”

Mille volte più piccola dei pascoli del Monte Feudo

Accidenti! Questa cameretta è mille volte più piccola dei pascoli del Monte Feudo eppure lo zainetto non si trova. E chi la sente mamma! Sotto il letto? No, non c’è. Nell’armadio? Niente. Che sia finito nella montagna di calzini sporchi? Nemmeno. Sul tetto?  No dai, siamo seri, come fa uno zaino a finire sul tetto? Quella volta a Gardonè aveva perso la gerla del nonno. Ma c’era lo zampino di un dahú levogiro, a sentire lui.

Gli scarponi dei pastorelli della Val di Fiemme

Ecco qua gli scarponi 🙂 …

Coraggio Martìn, sono già le sette e trenta, l’unica cosa che puoi fare è dire la verità.  Scendi le scale e confessa: mamma non trovo lo zainetto! Bravo così, un piede davanti all’altro senza timore, uno scalino alla volta senza esitare, coraggio.

“Ehm, mammina cara adorata?”

“Sì Martìn, cosa hai combinato? Questo tono sdolcinato lo conosco bene, cosa c’è che non va?”

“Hai presente lo zaino di scuola?”

Psst  Martìn! Ehi! Oh-oh…guarda lì per terra vicino all’ingresso!!!!

“Niente mammina, niente. Sono pronto!”

Eh grazie dahú! Lo so che sei stato tu a togliermi da questo pasticcio!!

Qualche informazione pratica:

Il sentiero del Pastore Distratto sulla MontagnAnimata si raggiunge con gli impianti di risalita di Predazzo, in Val di Fiemme. Gli impianti sono aperti, durante la stagione estiva, dal 25 giugno al 10 settembre. Se non l’avete vista d’estate, la Foresta dei Draghi è bellissima anche con la neve d’inverno. Puoi chiedere il giocolibro all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardonè, vedrai le tracce dei draghi buoni del Latemar sulla neve fresca, graffi sulle rocce e gigantesche uova di drago. Potrai fare un giro sull’Alpine Coaster Gardonè, sfrecciando tra gli alberi innevati a tutta velocità. E non perderti una discesa sulla pista delle slitte. Ti aspettiamo.

Francesca Delladio

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Come funziona ‘Dipingi una Cabina’? Il concorso per bambini di MontagnAnimata

Alla MontagnAnimata se ti piace disegnare c’è ‘dipingi una cabina’: il concorso di disegno per bambini che fa spazio alla fantasia. Al Punto Info, a Gardonè, ti verrà dato un kit con un modello uguale alla cabina che ti ha portato in quota, quella degli impianti di Predazzo. Hai tutti i lati a disposizione: disegna, colora, aggiungi i tuoi dati e consegna entro sera. ‘Dipingi una cabina’ è il concorso per bambini più bello che ci sia! Come abbiamo avuto l’idea?

“Erano anni che vedevo passare le cabine degli impianti di Predazzo che portano a Gardonè tutte uguali, bianche. Ogni giorno stesso scenario. Ma possiamo dipingerle di tanti colori? Allegre, festose come aquiloni? Una domenica di giugno sugli Champs-Élysées metto a fuoco l’idea. Immagina: un salone di automobili sportive. Fogli bianchi, pastelli e colori a disposizione dei bambini. Genitori liberi di esplorare l’evoluzione dei motori  con la tranquillità di saperli impegnati. Dopo un paio d’ore quegli stessi fogli tratteggiano le auto del futuro.”

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FACCIAMO UN CONCORSO PER BAMBINI PER COLORARE UNA CABINA

Il parco giochi “Il Regno dei Draghi” a Gardonè è il posto perfetto per sistemare tavoli e pennarelli e permettere ai bambini di fare disegni da colorare in tranquillità. Ogni anno, durante l’estate in Val di Fiemme, oltre 100 bambini dedicano tempo e fantasia a immaginare, pensare, disegnare e colorare una cabina per arrivare a MontagnAnimata.

Hanno camminato, riso, giocato. Gli attrezzi dimenticati dal pastorello Martìn lungo il sentiero del Pastore Distratto , l’enorme nido di drago nella Foresta dei Draghi , la bellezza di una roccia luccicante raccolta lungo il Geotrail Dos Capèl diventano il punto di partenza del disegno da colorare. La matita corre con la fantasia, sognano di dare un vestito nuovo alle cabine.

Il primo anno, all’apertura c’erano 15 minuti di attesa. Famiglie intere trattenute dai bambini. “Noi aspettiamo quella colorata”. La scena si ripete ogni giorno, in salita e in discesa.

COME COLORARE UNA CABINA? 4 CRITERI DA SEGUIRE

Come disegnare una cabina

Tutti i disegni sono belli, esprimono le emozioni dei bambini. Sceglierne uno è un’impresa tutt’altro che semplice. Ci siamo dati 4 criteri guida: i disegni devono essere originali (non strizzare l’occhio a quelli esistenti), completi (tutti i lati, non uno di meno), equilibrati e in sintonia con il paesaggio del Latemar. Questi criteri orientano la nostra scelta ma il disegno è libertà, colore, fantasia. Ai bambini diciamo grazie, conserviamo tutti i disegni: è un piccolo tesoro che ci scalda il cuore.

A FINE ESTATE: 8 FINALISTI, 1 SOLO VINCITORE

vincitrice concorso dipingi una cabina estate 2016, Predazzo, Val di Fiemme

Avete mai visto una mucca volare? 🙂 Ecco la cabina vincitrice dell’estate 2016

La giuria si riunisce a fine estate. Oltre al comitato interno ci sono gli artisti che collaborano con MontagnAnimata. Un gruppo di persone appassionate che ha fatto squadra e si diverte.

Ecco le cabine colorate collezionate negli anni:

  • con la volpe e il coniglio è opera di Greta Dorigoni, estate 2010
  • blu, verde e arancione è opera di Cammilla di Gianberardino, estate 2011
  • color pastello, con draghetti e farfalle è opera di Lucia Zanon, estate 2012
  • con il drago verde con l’occhio enorme è opera di Consuelo Bonet, Liceo Artistico Pozza di Fassa 2012
  • color pastello, con il bimbo e l’occhio stilizzato è opera di Marco Guadagnini, Liceo Artistico Pozza di Fassa 2012
  • con il drago rosso che apre le porte con le zampe è opera di Cesare Varesco, Liceo Artistico Pozza di Fassa 2012
  • bianca e nera, con gli occhioni ovunque è opera di, Liceo Artistico Pozza di Fassa 2012
  • color pastello, con mucca grande e scoiattolo è opera di Elena Bisaglia, estate 2013
  • col tetto giallo pastello e le fatine è opera di Sara Meli e Francesca Capra, estate 2014
  • con gli sciatori in pista è opera dei bambini della Val di Fiemme (Marcialonga 2015)
  • rossa, delicata, con un saluto all’estate 2015 è opera di Luca, Anna, Maria e Ester Mittempergher, estate 2015
  • con la mucca gigante è opera di Lisa e Anna Scarfiello, estate 2016

Qualche informazione pratica:

Le cabine corrono sopra la Statale 48 delle Dolomiti. Siamo a Predazzo in Val di Fiemme. Durante la stagione estiva puoi partecipare anche tu al concorso “Dipingi una cabina”. Raggiungi il parco giochi “Il Regno dei Draghi”, chiedi il kit con la cabina da disegnare e dai libero sfogo alla tua fantasia. D’inverno puoi vedere tutte le cabine colorate, quando vieni a sciare o slittare.

Potrai fare anche un giro sull’Alpine Coaster Gardonè, sfrecciando tra gli alberi innevati a tutta velocità, e non perderti una passeggiata nella Foresta dei Draghi. Richiedi il giocolibro all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardonè, vedrai le tracce dei draghi buoni del Latemar sulla neve fresca, graffi sulle rocce e gigantesche uova di drago. Ti aspettiamo.

Sara Azzolini

Sara Carneri

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Come valorizzare il territorio di montagna in Trentino? In Val di Fiemme c’è la Regola Feudale di Predazzo

In Val di Fiemme c’è la Regola Feudale di Predazzo, con una storia antichissima di cura e valorizzazione del territorio. Era il 1447 quando il Principe Vescovo conferì il Monte Feudo alla Regola Feudale di Predazzo: un ente di proprietà collettiva di diritto privato che funziona da 600 anni.

A raccontarci come funziona una delle istituzioni più antiche della Val di Fiemme è Alberto Felicetti: il Regolano che ha il compito di difenderne i diritti e di vigilare sulla conservazione di un patrimonio boschivo e pastorale ricco di valori e tradizioni. I sentieri di MontagnAnimata si snodano su territorio di proprietà della Regola Feudale. Vivere questa montagna è una meraviglia e una responsabilità condivisa.

regola feudale documento d'investitura

Investitura

“Da anni il rapporto tra la Regola Feudale e Latemar 2200, la stazione sciistica e MontagnAnimata, costituisce un prolifico connubio capace di generare occasioni per lo sviluppo turistico del paese. Il progetto MontagnAnimata ne rappresenta un centratissimo esempio”, ci dice Alberto.

CON ALBERTO FELICETTI, PER SCOPRIRE COME FUNZIONA LA REGOLA FEUDALE DI PREDAZZO

stemma regola feudale predazzo

Lo stemma

La Regola Feudale è una comunione di diritto privato costituita dai Vicini che si succedono per linea maschile e detengono in comune l’antico patrimonio agro-silvi-pastorale, i beni e servizi connessi, e il patrimonio acquisito negli anni.

Nasce il 22 febbraio del 1608 e gestisce un patrimonio antico inalienabile, indivisibile e imprescrittibile, vincolato alla destinazione regoliera, la cui proprietà risale all’atto di investitura del 1447. Con la conservazione, il miglioramento e la gestione del patrimonio comune la Regola promuove occasioni di lavoro per le famiglie dei Vicini e attività di interesse per tutta la Regola.

È un Bene Collettivo, un’istituzione che è parte integrante dell’identità di Predazzo, una Comunità di Vicini che dispone di un patrimonio di inestimabile valore in grado di sostenersi e svilupparsi.

Le attività principali della Regola Feudale di Predazzo sono legate alla gestione agro-silvi-pastorale del patrimonio: l’affitto delle malghe e dei pascoli, l’esbosco e la vendita del legname, oltre all’affitto di immobili e terreni.

LA REGOLA FEUDALE DI PREDAZZO, I SUOI VICINI

Tutti i Vicini discendono dalle 71 famiglie che abitavano a Predazzo in passato ed erano contraddistinte da 19 cognomi: Boninsegna, Bonora, Bosin, Brigadoi, Defrancesco, Degaudenz, Dellagiacoma, Dellantonio, Dellasega, Demartin, Dezulian, Felicetti, Gabrielli, Giacomelli, Guadagnini, Morandini, Nicolao, Piazzi e Zanna.

regola feudale predazzo - elenco regolani

elenco Regolani

Attualmente vi sono circa 770 Vicini sparsi in tutto il mondo. La maggior parte risiede ancora a Predazzo, in Val di Fiemme. Nella storia centenaria della Regola è dal 1724 che non diventava Regolano un Felicetti: una piccola punta di orgoglio ed un grande senso di responsabilità.

I progetti futuri della Regola sono principalmente tre:

  • sviluppare la zona ‘Le Prese’ attraverso un’estesa bonifica del pascolo, una pozza di raccolta per l’acqua e una nuova strada di accesso
  • realizzare una Baita-Ristoro in località Buse di Tresca
  • adeguare alcune strade alle esigenze di sicurezza e adeguatezza dei mezzi che le devono percorrere

Altre attività pianificate riguardano il recupero della ‘Cava delle bore’, in Val Sorda, e la premiazione della prima edizione del premio Romano Fuga, istituito per valorizzare l’eredità del Vicino Gabrielli.

Festa dei Vicini della Regola Feudale

Festa dei Vicini – Capitello in località Fol

Il 24 settembre c’è stata la consueta Festa dei Vicini, un’occasione per incontrarsi e fare il punto sulla stagione estiva appena passata. Ringraziamo Alberto Felicetti per aver condiviso curiosità sul passato e futuro di una delle istituzioni più importanti della Val di Fiemme.

Sara Carneri

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Come si preparano all’inverno le api di MontagnAnimata

Come si preparano all’inverno le api di MontagnAnimata?

Le api di MontagnAnimata si preparano all’inverno riordinando le scorte di polline e miele. Chiudono tutte le fessure con la propoli e con i primi freddi dell’autunno, aspettano l’apicoltore Corrado per tornare a valle. Lungo il sentiero del Pastore Distratto c’è una deviazione che porta all’apiario sperimentale. Le arnie sono di diversi tipi: sei, tutte diverse e speciali.

Le arnie di MontagnAnimata, tutte diverse e speciali

Una ha la base solida di legno e pareti di paglia di grano duro, l’interno ripassato con sterco maturo e pennellato di cera per essere accogliente. Le arnie tradizionali sono state rimesse a nuovo: smontate, pulite, ricomposte, dipinte. C’è quella ricavata in un grande tronco cavo, con il tetto solido, ricoperto di “scandole” in larice. Due sono davvero speciali. Una è la Kenya top bar, un’arnia orizzontale molto usata in Africa. L’assenza di fogli cerei fa sì che le api popolino la casetta gradualmente, immagazzinando il miele ai lati del nido. L’altra è un’arnia ovale fatta da artigiani locali seguendo i principi di Rudolf Steiner. Questo studioso dell’800 aveva intuito che la pancia ovale dell’arnia avrebbe favorito l’ape regina nel deporre le uova e migliorato il lavoro delle api nutrici.

Le arnie non sono in fila indiana, sono disposte in modo che l’orientamento di volo permetta alle api di entrare e uscire senza intralci. Per osservarle, sul sentiero c’è un cannocchiale potente: puoi prenderti il tempo di studiare i loro movimenti, continueranno tranquille a cercare i fiori più belli.

apiario

apiario

LE API LASCIANO L’APIARIO AI PIEDI DEL LATEMAR E TORNANO A VALLE

In autunno le api lasciano l’apiario ai piedi del Latemar, a Gardonè, e si riparano a quote più basse. Le giornate lunghe e calde dell’estate cedono il posto a quelle fredde dell’autunno. In Val di Fiemme si comincia a sentire freschetto.

“Noi api adoriamo l’estate, con il sole alto in cielo e i fiori colorati e succosi, quando il miele diventa come oro e profuma d’erba tagliata a mano. In autunno dobbiamo proprio metterci al riparo, non possiamo volare a queste temperature!”

A 1650 metri, a fine settembre, le ali delle api sono troppo delicate per resistere al freddo. L’apicoltore Corrado ha organizzato tutto per il rientro a valle, le nostre amiche hanno fatto la loro parte.

“Abbiamo riordinato le scorte di polline e miele nella dispensa: così il cibo sarà più vicino possibile. Abbiamo chiuso tutte le fessure con la propoli: niente spifferi d’aria fredda e fastidiosa in casa!”

L’autunno ci regala spettacoli magnifici. Dalla pista di atterraggio delle arnie è come stare su un palco all’opera. Quando il sole tramonta, il cielo si tinge di arancio, poi rosa intenso. Le fronde degli alberi danzano nel vento e qualche foglia gialla vortica a terra. Sembrano stelle cadenti.

“È  arrivato ragazze, è il momento di lasciare la residenza estiva! Si torna a valle!”

L’apicoltore Corrado è soddisfatto del miele prodotto, sa di mille fiori e concentra il caldo dell’estate con i suoi benefici. Le api hanno fatto un buon lavoro.

©Modica

Piccoli apicoltori, ©Modica

“Mi mancheranno questi prati. Ma soprattutto mi mancheranno quei bambini dagli occhi curiosi che venivano a trovarci, vi ricordate? Sembravano degli astronauti sulla luna con quelle tutine bianche e i guantini. Tutti in fila, mano nella mano, per venire a vedere dove abitiamo”.

Gina, quando li vedeva arrivare, correva a farsi bella: pungiglione sistemato, antenne pettinate, setole lucide. Che matta! “Ragazze arrivano”, urlava tutta contenta.

E che dire del prof. Propòlis?  Seduto per ore vicino all’apiario studiava ogni mossa delle piccole api. Se ne stava sul prato, tutto il giorno, a scrivere appunti e fare disegni dei loro voli sui fiori. Pile e pile di libri sempre appresso. Chissà se d’autunno anche lui scende a valle. Mah!

“L’altro giorno si aggirava con il prof. Drache, a fare merenda con tè e biscottini sulla terrazza della sua baita. Lo so perché il profumo di quei dolci aveva lasciato una scia nell’aria! Mmm, che buoni. Io adoro i biscotti forse più del nettare dei fiori  (ma non ditelo alle mie sorelle, shshhhh)”.

Ma ecco Corrado con la jeep, pronto a portarle al caldo.

“Tutte pronte? Ripassiamo il piano!

  • legate i vostri effetti personali per bene con la propoli
  • assicuratevi che le larve siano al sicuro nelle loro cellette
  • accertatevi che l’ape regina sia comoda per il viaggio

Tenetevi forte. Si parteeeee…..! Ciao Gardonè, ci vediamo l’estate prossima”.

Celle di api, apiario di Montagnanimata, Predazzo-val di Fiemme

Celle di api ©A.Russolo

 

Qualche informazione pratica:

Il sentiero del Pastore Distratto, che ospita l’apiario di MontagnAnimata, si raggiunge con gli impianti di risalita di Predazzo, in Val di Fiemme. Gli impianti sono aperti, durante la stagione estiva, dal 25 giugno al 10 settembre. Se non l’avete vista durante l’estate, la Foresta dei Draghi è bella anche con la neve d’inverno.

 

Francesca Delladio

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3 metodi per la manutenzione dei sentieri di MontagnAnimata

Tre metodi per la manutenzione dei sentieri tematici di MontagnAnimata per prepararli all’inverno. Ripercorriamo i sentieri uno ad uno, raccogliamo gli oggetti, controlliamo che tutto sia in ordine. Se ci sono piccole cose da riparare, il nostro falegname e gli artisti provvedono a sistemare ogni cosa

1.RISPETTARE IL TERRITORIO CHE TI OSPITA, SIAMO NEL CUORE DELLE DOLOMITI UNESCO

Manutenzione è prendersi cura del luogo che ti ospita: sentieri, installazioni, attrezzi che hai selezionato prendendo da soffitte e scantinati. Sul sentiero del Pastore Distratto raccontiamo le storie dei pastori, com’era il lavoro in alpeggio e saperi che un tempo erano molto comuni. Rastrello, forca, gerla, secchio del latte e sgabello, zaino di nonno Gigi sono oggetti cari a chi li ha usati e conservati nel tempo. Rivivono nella fantasia dei bambini che giocano e imparano dai racconti di Martìn.

sentiero del pastore distratto - cappello e sega

sentiero del pastore distratto – cappello e sega

sentiero del pastore distratto - scarponi

sentiero del pastore distratto – scarponi

A giugno, tutto viene sistemato lungo il sentiero, appeso ad un albero o ancorato ad una ciocca tagliata. Con la chiusura della stagione, prendiamo ogni cosa, verifichiamo che sia in buono stato, ripariamo quando serve. È un lavoro scrupoloso che coinvolge gli operai e qualche buon artigiano della Val di Fiemme.

 

2.RIPARARE CON MANI ESPERTE E FARNE TESORO, CON GLI ARTIGIANI DELLA VAL DI FIEMME

Fare manutenzione vuol dire prendersi cura delle cose. Albina ci ha insegnato a conservare tutto come un tesoro. Ascoltarla mentre racconta il lavoro in alpeggio cinquant’anni fa è una meraviglia. Poterla osservare con la sua zomberla consumata ma ancora funzionante apre un mondo. “Co’ la zomberla zean a portar el late fin zai Masi. Doi olte al dì. Cosita ala fin de’ la stagion avean el nos bon formae”. Se poi c’è Nicola – che alle tradizioni e ai saperi di una volta ha dedicato ore di ascolto e ne ha fatto un libro – finisce che te ne vai con la promessa di quelle sementi di spinaci croccanti che a sentirne parlare hai l’acquolina in bocca.

L'Albina che lima la falce

Albina lima la falce

 

Se ci sono piccole cose da restaurare, intervengono Marcello, Marco e Loris. Falegnami e artisti provvedono a sistemare ogni cosa. Il giardino del Dahù, a Passo Feudo, il piccolo anfiteatro degli artisti, le postazioni illustrate lungo il Geotrail Dos Capèl.

sentiero del pastore distratto - dendrofono ©Modica

sentiero del pastore distratto – dendrofono ©Modica

Con la chiusura della stagione prendiamo ogni cosa, verifichiamo che sia in buono stato, ripariamo quando serve. È un lavoro scrupoloso che coinvolge gli operai e qualche buon artigiano della valle.

3. PRENDERSI CURA DEI SENTIERI, BENE PREZIOSO DELLE MONTAGNE DEL TRENTINO

La Foresta dei Draghi è land art, se ne occupa la natura. La manutenzione è minima e quotidiana: il sentiero pulito e percorribile, il bosco vivo, i prati falciati. Il resto sono opere d’arte bellissime trasformate dal vento, dalla pioggia e dal sole. Cambiano pelle e maturano come frutta selvatica. Marco Nones è d’accordo.

Lungo il sentiero, il nido di drago annuncia con fierezza la presenza di una dinastia buona sul Latemar ma il grande uovo ancora  non dà segno di schiudersi. “Ci vorrà del tempo”, conferma il Prof. Drache riponendo stetoscopio e piumetto nello zaino, pronto a rimettersi in viaggio.

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

foresta dei draghi – uovo di drago di Marco Nones

marco nones ritocca le pietre del fuoco nella foresta dei draghi

Marco Nones ritocca le pietre del fuoco nella Foresta dei Draghi

Il nido di drago annuncia con fierezza la presenza di una dinastia buona sul Latemar ma il grande uovo ancora  non dà segno di schiudersi. “Ci vorrà del tempo”, conferma il Prof. Drache riponendo stetoscopio e piumetto nello zaino.

Qualche informazione pratica:

I sentieri tematici della MontagnAnimata sono facili passeggiate da percorrere in famiglia. Raggiungibili con gli impianti di risalita di Predazzo in Val di Fiemme. Gli impianti sono aperti, durante la stagione estiva, dal 25 giugno al 10 settembre. Se non l’avete vista durante l’estate, la Foresta dei Draghi è bella anche con la neve d’inverno.

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones in inverno

foresta dei draghi – uovo di drago di Marco Nones in inverno

Sara Carneri

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