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5 CONSIGLI PER VESTIRE I BAMBINI IN MONTAGNA SULLA NEVE DELLE DOLOMITI


Ecco 5 consigli per vestire i bambini in montagna sulla neve delle Dolomiti! Utili per ripararsi dal freddo e giocare in tutta comodità, senza sudare e doversi cambiare da capo a piedi a metà giornata.

La neve mette allegria, bianca e soffice com’è fa venire voglia di sentirne il gusto. L’abbiamo assaggiata tutti almeno una volta, diciamolo. Ma attenzione al pancino, mangiare neve in quantità non è una buona idea. Dev’essere pulita e incontaminata, altrimenti molto meglio una barretta di cioccolato o frutta secca 😉

COME CI DOBBIAMO VESTIRE PER STARE COMODI E GIOCARE SULLA NEVE?

Se avete scelto un weekend o una settimana bianca in montagna sulla neve con i bambini basterà un piccolo pendio per scatenare la voglia di scivolare e improvvisare qualche gioco. Una giornata sulle piste da sci offre spesso la possibilità di slittare e giocare nei parchi divertimento. Con qualche accorgimento possiamo vivere in tranquillità questa meravigliosa esperienza e tornare a casa con un bambino stanco, contento e asciutto 😉

  1. Come scegliere una tuta da sci per i bambini?

    vestire i bambini in montagna in inverno

    Quando si gioca è meglio stare comodi 😉

Se scegliamo una tuta da sci intera saremo tranquilli che non entri la neve e la schiena rimanga asciutta. Se abbiamo una tuta da neve spezzata – pantalone e giacca a vento – il pantalone dovrebbe essere una salopette in modo da proteggere pancia e schiena. In ogni caso meglio scegliere pantaloni imbottiti e impermeabili.

  1. Cosa mettere sotto la tuta da sci?

Se scegliete biancheria termica siete a posto. La calzamaglia e la canotta termica a manica lunga (caldo cotone o materiali termici) oltre a un buon paio di calzettoni sono perfetti per trascorrere una giornata sulla neve.

  1. Meglio scarponi o scarponcini in montagna d’inverno?

    come vestire i bambini in montagna sulla neve

    Spezzata o intera? L’importante è che tenga coperti schiena e pancia 🙂

Quando scegliete gli scarponcini (d’inverno devono essere impermeabili) o gli scarponi da sci meglio avere l’accortezza di provarli (prima dell’acquisto o del noleggio) con i calzettoni da sci. In genere sono più grossi dei calzetti normali e prendono spazio. Scegliete un numero comodo (mezzo numero in più per esempio) in modo da tenere caldi i piedini.

  1. Quali accessori scegliere per giocare sulla neve?

Per ripararsi dal freddo e godersi una giornata sulla neve con i bambini bastano pochi accessori. Un berretto, che copra anche le orecchie, uno scaldacollo (più pratico della sciarpa) e i guanti. Quando scegliete i guanti, preferiteli un po’ abbondanti sulle dita: starete caldi e comodi. Portatevi degli occhiali protettivi, perché la neve potenzia il riflesso del sole. Per la stessa ragione è bene mettere una buona crema solare protettiva, anche se la giornata non fosse particolarmente soleggiata.

  1. È vero che il casco è indispensabile sulle piste?

Sugli sci, come sulle piste da slittino, il casco è obbligatorio per chi ha meno di 18 anni e comunque consigliato a tutti. Valutate se acquistarne uno o noleggiarlo nei negozi specializzati. Nelle stazioni a valle dei comprensori sciistici delle Dolomiti potete trovare un punto vendita che propone anche il noleggio delle attrezzature.

Ricordate che se i bambini giocano nella neve, corrono e si muovono è meglio non esagerare con il vestiario per non farli sudare. Di solito i bambini sopportano meglio degli adulti il freddo, beati loro. Fate solo attenzione che non stiano troppo tempo fermi al freddo o che non abbiano indumenti bagnati a contatto con la pelle. Se fate una sosta in un rifugio o al chiuso, togliete qualche strato per evitare sbalzi di temperatura all’uscita.

Buone giornate di sole sulla neve con tante risate e puro divertimento! Vi aspettiamo.

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Alla scoperta del nuovo Geotrail Dos Capèl


Che super giornata! I miei amici Nicole e Raphael ed io, Andrea, facciamo un viaggio nel tempo! Sì, hai capito bene, andremo indietro di circa 240 milioni di anni e ci tufferemo in un mare meraviglioso, proprio qui a Passo Feudo a 2200 metri di quota! Non mi credi? Continua a leggere…

Geotrail Dos Capèl: Dolomiti che scoperta!

ph. alice russolo

Andiamo sul Geotrail Dos Capèl, il sentiero tematico di Latemar MontagnAnimata per scoprire la storia delle Dolomiti, come sono nate e come sono cambiate nel tempo. Io adoro la geologia, i fossili, le rocce, le piante… Anzi, ti svelo un segreto: da grande voglio fare il geologo! 😊

Si parte da Passo Feudo: come ci siamo arrivati? Con la cabinovia e poi con la seggiovia da Predazzo. Prendiamo il giocolibro “Geotrail Dos Capèl, facile da leggere” (e ci danno in dotazione anche uno zainetto con lente d’ingrandimento e altre cosette interessanti) e seguendo la mappa ci incamminiamo verso la prima postazione. Eh sì, perché sul percorso ci sono delle tappe dove possiamo toccare, guardare, giocare e scoprire tutto sulla storia geologica delle Dolomiti del Latemar, non vedo l’ora!

Le Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco

ph. alice russolo

Cosa ci fa una barca a 2200 metri? Lo scopriamo subito, perché taaaanto tempo fa qui c’era il mare! Lo sapevi che le Dolomiti si sono formate in un mare tropicale 238 milioni di anni fa?

Noi facciamo finta di essere dei sub e ci tuffiamo a esplorare quel mare profondo: “Guarda un Ittiosauro!” Mi piacciono gli animali preistorici e questo era un famigerato predatore!

Latemar un’isola senza mare – Fossili delle Dolomiti

ph. alice russolo

Il Latemar tanto tempo fa era un atollo e nell’acqua bassa e tiepida vivevano tanti organismi marini, animali e piante come le alghe diplopore. “Le alghe diplopore???” Adoro queste piante con guscio duro, come quello delle conchiglie per intenderci! I gusci si sono accumulati sul fondo del mare dove, nel corso di milioni di anni, sono diventati dei fossili… che ritroviamo nelle rocce del Latemar! Non è spettacolare?

Mettiamoci qui su questi “piedoni” e guardiamo verso il Latemar, hai visto com’è enorme? Immaginiamolo con l’acqua che lo copre fin quasi sulla cima…chissà quanti gusci di diplopore ci saranno voluti per formarlo, strato dopo strato…

Proseguiamo lungo il sentiero e intravediamo già la prossima postazione: “I grandi Vulcani delle Dolomiti”: anche questo argomento mi piace tantissimo! 😊

Il Monte Agnello e i vulcani

“Perché la roccia di questa montagna è così scura?”, chiede Raphael. Controlliamo sul nostro giocolibro e scopriamo che quella montagna è il Monte Agnello e le sue rocce sono così scure perché si sono formate dalla lava delle eruzioni vulcaniche. Guarda qua, proviamo anche noi a far finta di essere un vulcano in eruzione! Che forza!

Abbiamo imparato tanto sulle rocce e adesso proseguiamo su una parte di sentiero nella quale conosceremo le piante e i fiori che vivono qui, in alta montagna! Quando Nicole lo scopre, fa un urlo di felicità! “Da grande sarò una botanica!”, dice entusiasta.

Antenati, adattamenti, e piante carnivore!

I fiori e le piante sembrano così delicati ma in realtà sono fortissimi e nel tempo hanno sviluppato degli stratagemmi per sopravvivere quassù.

Ma come si adattano al clima d’alta montagna? Lo impariamo dalle piante del Dos Capèl!  Colori sgargianti che attirano gli insetti impollinatori, foglie spesse e luccicanti per proteggersi dai raggi del sole più violenti e struttura a cespugli bassi per resistere alla forza del vento. Così resistono alle temperature rigide dell’inverno, e così offrono anche riparo agli animali che vivono a queste altitudini, come il Gallo Forcello!

In questo sentiero abbiamo visto e toccato anche dei modellini di piante davvero particolari. La Saxifraga che si nutre del calcare delle rocce per poter sopravvivere, e la Pinguicula alpina, una pianta C A R N I V O R A!

ph. alice russolo

E tu, se ti trovassi a vivere in un ambiente poco accogliente, cosa saresti disposto a fare per adattarti?

ph. alice russolo

Quando arriviamo sulla cima del Dos Capèl si apre una vista fantastica con montagne diverse e bellissime, puoi fare un giro su te stesso e cercare di indovinare cosa ti trovi davanti, vuoi provare?” Non potevamo perdere l’occasione di farci qualche foto ricordo!

Al ritorno abbiamo visto anche la “festuca”, la “piega” e toccato ancora diversi tipi di rocce! Alcune le abbiamo raccolte e le abbiamo portate al Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo. Lì abbiamo trovato i geologi del Muse – Museo delle Scienze di Trento che ci hanno spiegato che si tratta delle rocce della formazione di Werfen, quelle delle antiche spiagge! Nicole, Raphael e io abbiamo portato a casa qualche campione per ricordarci di questa avventura insieme, e anche un premio! Proprio così, un premio che ci hanno dato alla fine della passeggiata con il giocolibro Geotrail Dos Capèl, facile da leggere.

Cosa diciamo a chi ci chiede di questa escursione sul Geotrail Dos Capèl? “Un’avventura, una scoperta e una sorpresa: tutto insieme!”

INFO UTILI:

Il Geotrail Dos Capèl è raggiungibile salendo da Predazzo con telecabina e seggiovia. Il sentiero parte e arriva a Passo Feudo, è lungo 3,5 Km per una durata di circa 2 ore e 30 minuti. Gli impianti di risalita sono aperti tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.30 fino al 22 settembre 2024.

 

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Stay tuned!