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LE OFFERTE VACANZE SULLA NEVE IN VAL DI FIEMME

Scopri le migliori offerte vacanze sulla neve in Val di Fiemme: le montagne del Trentino sono perfette per sciare, slittare, fare passeggiate facili nel bosco con i bambini, scoprire la cucina tradizionale nei rifugi. Le offerte vacanze sulla neve includono sconti, notti gratis in hotel per sciare in famiglia, buoni per centri benessere e prodotti tipici. Guarda le migliori offerte vacanze sulla neve in Val di Fiemme, vieni a scoprire l’atmosfera delle Dolomiti in inverno.

OFFERTA SPECIALE “PRIMA NEVE”

ski center latemar panorama invernale

Ski Center Latemar

La formula magica di inizio stagione è 4 = 3 e comprende una giornata di soggiorno e di sci in omaggio da 4 giorni in poi (8 giorni al prezzo di 6) nel periodo dal 30 novembre al 22 dicembre 2018. L’offerta è valida in tutti gli alberghi che aderiscono all’iniziativa nelle zone sciistiche Dolomiti Superski

  • ultimo giorno di pernottamento: 21/12/2018
  • ultimo giorno di validità skipass: 22/12/2018
  • ultimo giorno di acquisto skipass: 19/12/2018

Per ottenere la giornata skipass in omaggio e le riduzioni è necessario richiedere il voucher presso la struttura ricettiva che partecipa all’offerta.

SCIARE AL SOLE DI PRIMAVERA: UNA GIORNATA SUGLI SCI È GRATIS

sciare in val di fiemme a predazzo

l’offerta Dolomiti SuperSun: una giornata di vacanza sulla neve in omaggio!

Dal 16 marzo a fine stagione 2019: 7 giorni di vacanza sulla neve al prezzo di 6.

Se vieni in vacanza in Val di Fiemme per sciare al sole di primavera puoi stare 7 giorni in hotel pagandone 6 e hai lo skipass 6 giorni al prezzo di 5. L’offerta è valida in tutti gli alberghi che aderiscono all’iniziativa nelle zone sciistiche Dolomiti Superski. I buoni per la giornata omaggio vengono consegnati in albergo. Prenoti ora, vieni in vacanza dal 17 marzo, hai lo skipass dal 18 marzo. Non tutti gli impianti rimangono aperti fino a fine stagione: la cosa migliore è contattare l’Apt della Val di Fiemme o la struttura alberghiera.

QUALCHE INFORMAZIONE PRATICA

A Predazzo puoi raggiungere le piste con la telecabina Predazzo-Gardonè (1650 m): sciare sulle mitiche piste dello Ski Center Latemar , divertirti sulla neve con i bambini, lanciarti sulla pista delle slitte e sfrecciare nel bosco sull’Alpine Coaster Gardonè.

Ski Center Latemar è la più grande area sciistica del Comprensorio Val di Fiemme-Obereggen. I punti di accesso alle piste sono tre: Predazzo, Pampeago e Obereggen. Da dicembre ad aprile tutti gli impianti e le piste sono aperte, trova il periodo giusto e vieni a trovarci.

VUOI SAPERNE DI PIÙ E PRENOTARE?

Azienda per il Turismo della Val di Fiemme

tel. 0462 341419

booking@visitfiemme.it

www.visitfiemme.it

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5 cose da fare con i bambini da 3-6 anni in montagna d’inverno sul Latemar

Sulla MontagnAnimata del Latemar non ci si diverte solo in estate ma anche in inverno! Ci sono tante attività da fare con i bambini da 3 a 6 anni per passare una piacevole giornata sulla neve.

  1. IMPIANTI DI RISALITA GRATIS PER BAMBINI FINO A 7 ANNI

    seggiovia gardonè-passo feudo predazzo

    La seggiovia Gardonè-Passo Feudo

Gli impianti di risalita del Latemar sono a cinque minuti da Predazzo, in Val di Fiemme, a 1650m. Se prendi la telecabina arrivi a Gardonè, con la seggiovia puoi proseguire fino a Passo Feudo. Per i bambini fino a 7 anni gli impianti di risalita sono gratis!

  1. LA FORESTA DEI DRAGHI IN INVERNO

    la foresta dei draghi a predazzo in val di fiemme

    Divertitevi con i Giocolibri! Alla ricerca di uova e nidi di drago!

La Foresta dei Draghi è una facile passeggiata per bambini e famiglie. Ti muovi tra rocce, piccoli passaggi segreti e radure tra il fitto degli alberi innevati. Scarponi, guanti, sciarpa e berretto. Il sentiero è libero. Vicino alle piste da sci, nella quiete del bosco. Richiedi il giocolibro alla stazione di arrivo della Telecabina Predazzo-Gardonè e scopri le tracce lasciate dai draghi buoni del Latemar. Tornati a valle consegna il giocolibro all’ufficio Skipass per ritirare il tuo premio!

  1. LA PISTA SLITTE

    pista slitte gardonè a predazzo

    Sfrecciare sullo slittino è un divertimento per tutti!

Una pista per slittare a Gardonè raggiungibile con la telecabina Predazzo-Gardonè e la seggiovia Campo Scuola. Puoi richiedere la slitta o il bob all’arrivo della telecabina, fai il biglietto e divertiti con i tuoi amici!

  1. IMPARARE A SCIARE

    pista 5 nazioni predazzo val di fiemme

    Casco ben allacciato e via!!!

Lo Ski Center Latemar offre una vasta gamma di piste da sci, dalle più facili a quelle più impegnative. Vuoi provare qualche curva sugli sci? A Gardonè trovi due tapis roulant gratuiti per lanciarti in questo bellissimo sport! La scuola di sci Alta Val di Fiemme, con i suoi maestri, ti segue passo passo per imparare a sciare divertendosi.

  1. PARCO GIOCHI IL REGNO DEI DRAGHI

    parco giochi a gardonè predazzo

    Un parco giochi sulla neve con trenini e casette per giocare e divertirsi

A Gardonè c’è un piccolo parco giochi sulla neve. L’ingresso è libero e potrai trovare scivoli e morbidi giochi componibili per passare qualche momento di svago tra una lezione di sci e un giro sulla pista delle slitte.

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Letture ad alta voce, con Pino Costalunga

Nel bel mezzo di una foresta fitta fitta, in una caverna umida e buia, viveva un mostro peloso. Era assolutamente ripugnante: la sua testa era enorme, e da essa uscivano direttamente due piedini piccolissimi. Per questo motivo non riusciva quasi a camminare, e se ne stava sempre nella sua caverna”.

Seduti su un tronco ad ascoltare storie. Chiudi gli occhi: ascolti, segui le mani che disegnano nell’aria, osservi le espressioni del viso. Bambini e adulti mescolati nel pubblico. Siamo in anfiteatro a Gardonè.

E si mette ad urlare: vedrai, vedrai, mangerò anche te oltre alle frittelle”. Il naso fino dello zio tonto fiuta la ragazza. La voce tuona, lei scappa. Come andrà a finire?

Fiabe da mangiare, senza fare briciole

Pensare uno spettacolo da portare a MontagnAnimata vuol dire scegliere parole e immagini che stiano bene con la bellezza che c’è in questo luogo. MontagnAnimata è già piena di storie, inventarne altre non è semplice. Ma basta guardarsi intorno, ascoltare il silenzio, nutrirsi di bellezza e l’idea arriva”.

Pino Costalunga sceglie i libri con cura, mescola storie e tradizioni narrative diverse. Pensando a fiabe da mangiare, belle, educative – perché no? – ha portato con sé Il Mostro Peloso e il gusto di Henriette Bichonnier (Emme Ed), mischiando note francesi e italiane, La storia dello zio tonto e la poesia di Andrea Zanzotto (Corraini Ed), due brani da Emil il terribile di Astrid Lindgren, e siamo nella Svezia di Pippi Calzelunghe. E poi note e profumi algerini con Il giorno che è piovuto cous cous.

Sospeso tra le nuvole, dove tutto è possibile

Quando non è sul palco è dietro le quinte: scrive sceneggiature, testi per il teatro, cura la regia degli spettacoli e va in scena. È direttore artistico della Fondazione Aida, da anni gira il mondo con Glossa Teatro. Ama dare voce alle storie, tiene laboratori di lettura ad alta voce.

Come abbia trovato il tempo di venirci a trovare è uno dei miracoli – non scritti – delle Fiabe storte del Dahù. Complice l’amico Simone Frasca, la comune curiosità di vedere con i propri occhi le marmotte e respirare bellezza.

MontagnAnimata è davvero un luogo sospeso tra le nuvole, dove tutto è possibile. Si può godere del silenzio, del vento, del sole, del cambio repentino del tempo. Puoi stare con tanti amici e in solitudine. È un posto unico e meraviglioso”.

Sara Carneri

 

 

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Se gli alberi camminano? Sergio ne sa qualcosa

Il mio lavoro è in montagna. Sette mesi come boscaiolo, cinque come maestro di sci di fondo e istruttore nazionale dei maestri di sci. Mio papà era boscaiolo e prima ancora mio nonno e il mio bisnonno. Gli attrezzi che usavano sono da museo ma la passione per la montagna è la stessa.

sergio morandini

Quello del boscaiolo è un lavoro di cura, che si ripete negli anni. Qui il territorio è fatto di bosco e pascolo. Ci sono gli alberi più belli, il legno è pregiato.

Quando un albero è alto 30/40 metri, la cima perde verticalità e tende ad aprirsi. Significa che l’albero è maturo e può essere tagliato. Potrebbe rimanere nel bosco altri 100 anni, ma se muore in piedi è un peccato. Tagliandolo avrà nuova vita. Potrà essere usato per il tetto di una casa, per fare un violino o un tavolo da apparecchiare a colazione.

Di incontri, trame e idee che prendono forma

per fare un albero

Nicola se ne innamora subito. Tra i due c’è intesa, rispetto, stima. Emma è la chiave di volta, la sua presenza dà comicità e freschezza.

Ahi signora Matilde, con quelle scarpe dove pensa di andare? Siamo in montagna! I tacchi vanno bene in Piazza SS. Apostoli, sui sentieri ci vogliono gli scarponi.

Ne esce un trio equilibrato. Lo spettacolo itinerante sul sentiero del Pastore Distratto poggia su meccanismi propri del teatro e fa spazio a chi lavora con passione e curiosità.

sergio

Quando mi chiedono come riusciamo a scovare persone competenti e disponibili a mettersi in gioco in modo nuovo vado all’origine. Non c’è una routine. Dipende da tanti fattori. A volte è il passaparola, a volte succede per caso. Forse abbiamo un intuito allenato verso le persone appassionate, genuine, legate al territorio in cui vivono.

Quella volta che, con un po’ di incoscienza

Il primo incontro con Sergio è sulle pisce da sci, insieme a Anna. Sergio ti studia, cerca di capire le tue paure e dove puoi arrivare. Mentre ti spiega come muovere i primi passi, cancella il “non” e valorizza quello che fai. Quando ti valuta è un 6 e mezzo.

La tecnica è importante ma è la determinazione a fare la differenza. Il valore sta qui. Il resto è esercizio, passione, costanza.

Attenzione però! Nei mesi che seguono ti può capitare – incoscienza pura – di affrontare la Marcialonga e la Vasaloppet. Qualcuno ricorda com’era la neve nel 2013 a Sälen?

Per capire se gli “alberi che camminano” esistono davvero avreste dovuto esserci quando Sergio Morandini ha incontrato Erri De Luca.

saraa

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Nicola Sordo fa un mestiere bellissimo

In una delle sue vite Nicola Sordo è attore, autore, clown. Il suo è un mestiere bellissimo: far ridere e sognare le persone costruendo relazioni. Una cosa che succede solo se sai generare empatia, senti il pubblico e sei capace di improvvisazione sottile. Jango Edwards e Paolo Nani sono i suoi maestri. Due grandi che sanno fare spazio e trasmettere passione.

Un mondo dove tutto torna

Cambio d’abito. Nicola è scrittore. Un mondo dove tutto torna raccoglie dieci anni di interviste sul territorio del Tesino. Interviste profonde fatte agli anziani e la scoperta di un tesoro di memorie, esperienza e tradizioni. Vietato perderle, è un mondo da riscoprire e raccontare ai giovani. Nelle prime 30 pagine c’è tutta l’idea, poi parlano le storie. C’è un pezzo su l’uomo e il suo bosco da non perdere.

A MontagnAnimata il piano si ribalta

cais

L’interazione avviene in un mondo fantastico. Nella Foresta dei draghi c’è una casetta con due pantofole di stoffa che segnano il mio posto. I  bambini sono liberi di esplorare mentre io sono in viaggio a fare ricerche. Quando mi addentro nel bosco sono con Emma e Sergio. Di Emma  sapete già tutto, mentre Sergio è un boscaiolo vero che ama il suo mestiere, la montagna e sa stare al gioco. Più a valle c’è un posto speciale: sei  arnie e un brusio che non si quieta. Con me c’è Corrado, un apicoltore che ama sperimentare, studia le api e si diverte. Questa interazione con  persone competenti è bellissima e nuova ogni volta. Insieme costruiamo la base del canovaccio, come nel teatro popolare, poi c’è tanta  improvvisazione, il coinvolgimento del pubblico e la leggerezza del teatro.

Cosa vuol dire fare teatro qui?

A MontagnAnimata vieni valorizzato per quello che sai fare. E quello che non sai fare è perché non l’hai ancora fatto. Ci piace pensare così, aprendo orizzonti. La verità è che c’è molta fiducia e rispetto. Nel mio mestiere non è una cosa scontata. Io sono un comico, un attore, un clown. Qui c’è grande riconoscimento delle competenze e una relazione viva tra le persone.

Sara Azzolini l’ha voluto perché?

La prima volta che ho incontrato Nicola è stato a Trento, una mattina grigia d’inverno. Ho subito pensato: è un genio! Comico, intrattenitore, scrittore. Ama la terra, il territorio e le tradizione. Con noi condivide il bello di lavorare in gruppo. A Nicola sono grata per aver accettato molte sfide. MontagnAnimata è un progetto in divenire, che matura grazie alla vivacità profonda di molti professionisti.

Nicola è Nikolaus Drache, il massimo esperto di dragologia, insignito delle più alte onorificenze dalla DIFR Academy; il Professor Propolis; la Guida del Cais e la voce di Prakon, il saggio del Latemar che tutto vede e tutto può.

Sara Carneri

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Marcello Delladio, dammi un’idea, non dirmi fai tu!

Cercasi falegname che sappia lavorare con le idee. Era il 2011, MontagnAnimata un cantiere. Serviva qualcuno che da un disegno stilizzato sapesse farne meraviglie. Prendi il dendrofono: lo vorremmo così e così.

Il risultato è talmente buono che Marcello Delladio non lo lasciamo più. Quando arrivo con un nuovo progetto si mette le mani nei capelli. Sono cinque minuti, poi vince la curiosità.

Falegname da 38 anni, la sua bottega è a Ziano di Fiemme. Piccola, piena di segatura, profuma di legno e tradizione. Disegna e realizza mobili e arredamenti per interni. Con la

MontagnAnimata ha accettato una sfida: costruire installazioni per i sentieri nel bosco. Si chiude il cerchio: il legno che viene dal bosco ritorna all’origine e fa felici tante persone.

La base è uno schizzo, poche righe su carta

Marcello Delladio nella sua bottega

Marcello Delladio nella sua bottega

A cosa serve? Quanto grande? Dove andrà messo? La scelta del legno viene dopo. Se il progetto è semplice mi metto subito al lavoro. Se è complesso (nove volte su dieci) studiamo insieme il funzionamento. Il mulino ad acqua non è nato in un giorno. Capito il progetto, si comincia.

assemblaggio componenti mulino nella bottega

assemblaggio componenti mulino

Pino, abete, larice, cirmolo, frassino non sono uguali. Il legno ha colore, venature e capacità di resistenza diverse.

Storia di un balletto, dietro le quinte

Fabrizio Bortolotti

Fabrizio Bortolotti

messa in opera del mulino

messa in opera del mulino

fissaggio ruota del mulino

fissaggio ruota del mulino

La scelta del luogo giusto richiede ingegno, tempo, cura. Fabrizio non transige, niente ancoraggi impattanti. Dove pensate di montare il mulino ad acqua? Non certo lì.

Con Marcello definiamo i pezzi, gli incastri, le dimensioni. Gli artisti non sono da meno. Hanno una loro idea del risultato finale. Le nuvole vanno appese in alto, un bel pezzo più su! E io non rinuncio certo all’idea originale. Così non va, troviamo un altro modo.

Ogni modifica, anche la più piccola, va condivisa. Inizia un balletto serrato tra laboratorio e sentieri, matite, pialle e morsetti. Finché non è tutto pronto per assemblare la struttura. Ma vietato abbassare la guardia. C’è il trasporto e chi vigila il lavoro.

Prendi l’acqua, senza versarne una goccia

gocce sul ciclo dell'acqua

gocce sul ciclo dell’acqua

Il lavoro preliminare è sempre molto attento ma gli imprevisti ci sono. Tocca aggiustare. Quella volta del mulino ad acqua è stata un’impresa. Sagome che salgono e scendono, illustrazioni da incidere, pesi e contrappesi da stimare. Ma se lo mettessimo in quel torrente?

A volte bisogna accettare anche un “no” perentorio, altre – anche se mancano 24 ore all’apertura, piove a dirotto, siamo in piedi dalle 6 – si trova il modo e si fa.

Marcello all'opera

Marcello all’opera

montaggio delle nuvole

montaggio delle nuvole

Il ciclo dell’acqua era stato pensato così: nuvole alte da far alzare lo sguardo. Che sia impossibile resistere e passare oltre. Ma ci vuole qualcuno con le ‘carpele’ che si arrampica fin lì, saranno 6 metri da terra. Sergio è il nostro boscaiolo. Sa il fatto suo.

Mica l’abbiamo lasciato solo. Qualcuno che controlla c’è. Sarà per quello che non mi vogliono in fase di montaggio?

Sara Azzolini

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Simone Frasca, quel che non dice

Simone arriva dal mio girovagare alla ricerca di ispirazione da portare in scena. Vai, ascolti, osservi e pensi: in anfiteatro che magia potrebbe sprigionare? E il corteggiamento ha inizio! Nel 2013 era qui a raccontare di draghi, maiali e animali fantastici.

Di sé dice: scrivo e illustro libri per bambini, progetto mascotte e campagne di pubblica utilità. Quel che non dice è che con una lavagna di carta e un pennarello nero – due cose semplici come acqua e sapone – sa affascinare un pubblico di bambini e tenerli stretti ad ascoltare per ore.

Simone è un cantastorie che sveglia la fantasia! In anfiteatro c’è l’erba sottile, il sole che filtra tra i larici, i bambini si stendono sul plaid quadrettato ma non dorme nessuno. Le storie si fanno insieme.

Se lo stai a sentire, ti racconta che…

Mi era capitato di raccontare storie ai bambini prendendo il traghetto, all’Isola d’Elba. Quando mi hanno invitato al Festival di Letteratura di Mantova, ho detto: bicicletta. Prendere il treno è quasi un’abitudine. Ma andare a un incontro in cabinovia è stata un’esperienza unica.

frasca

La prima volta che ho visto l’anfiteatro in mezzo agli alberi e gli spettatori seduti sui tronchi, ho pensato: ecco un’assemblea di marmotte! E quando mi preparo per un incontro? Mi tocca dare il grasso agli scarponi, riporre i pennarelli  nello zaino, riempire la borraccia. Tu pensi che MontagnAnimata sia un posto come un altro! Non è mica così.

MontagnAnimata  è come il Tao, un equilibrio perfetto fra quiete e movimento: la quiete delle  foreste e il movimento continuo della  creatività. Guai a lasciarsi scappare un’idea: dopo dieci minuti la trovi realizzata. Una meraviglia! Avanti così.

Le fiabe storte del dahù, una delle 4 è nata così

Un viaggio in seggiovia, le marmotte là sotto, gli animali fan-ta-sti-ci che sbucano dal nulla e due creduloni come me e Simone: il gioco è fatto! Le fiabe storte del dahù nasce da un bellissimo circolo virtuoso di ispirazione e creatività che si rinnova di continuo. E va a finire che io partecipo a un master per illustratori e Simone si improvvisa progettista di installazioni interattive! Vero Simone che non ci vogliamo proprio svegliare?

Le fiabe storte del dahù lo trovate al punto-info a Gardonè. Ma le tracce sono in quota, tutte intorno al rifugio Passo Feudo.

Sara Azzolini

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Il sogno di Alberta, ad alta voce

Prendete i sogni. Alcuni sono chiusi a chiave, piegati in un cassetto. Per anni niente, stanno lì. Altri – tanto sono resistenti, colorati, incontenibili – hanno una voce. E finiscono per uscire allo scoperto.

Alla tua altezza, non un centimetro di più

partenza del sentiero "il pastore distratto" ©Modica

partenza del sentiero “il pastore distratto” ©Modica

Alberta Rossi conosce il territorio e le tradizioni locali, è orgogliosa delle sue radici, sente la responsabilità di trasmettere il rispetto per la natura con saggezza.

Scoprire la passione di Alberta per i racconti per bambini è stata una sorpresa. Eccola, trovata ! I giocolibri per il sentiero del Pastore Distratto sono nelle sue mani”.

Ha uno stile rigoroso che poggia su solide basi etnografiche, mescola informazioni puntuali e sguardo poetico. È una scelta rispettosa dei bambini. Come fa un nonno che, quando racconta, si mette alla tua altezza. Non un centimetro di più.

Semplice, né facile né difficile

Mi piaceva l’idea di raccontare la montagna, l’acqua, i rapporti autentici tra le persone. Il sentiero è un percorso agevole nel bosco. Ho camminato, osservato, ascoltato.

cappello e sega ©Modica

cappello e sega ©Modica

secchio e sgabello per mungere

secchio e sgabello per mungere

Ci sono gli attrezzi che usa il pastore. C’è la forca, il rastrello, il secchiello del latte. Come si usano? A cosa servono? Ci sono le arnie. Chi sono le api? Come funziona il loro mondo? Le storie aiutano a trasmettere valori e cultura.

giocolibro

giocolibro

La scrittura per bambini deve essere semplice, che non vuol dire facile. Non troppo. ‘Capi di bestiame’, capiranno i bambini? Io penso di sì. Se usi una parola nuova, afferrano il senso e alla pagina successiva l’hanno acquisita. È così che impariamo e il nostro vocabolario migliora.

Mettici un tratto deciso, che sia gentile

illustrazioni di Stefano Dellantonio

illustrazioni di Stefano Dellantonio

Le illustrazioni dei giocolibri di Martìn sono di Stefano Dellantonio. La sua è una famiglia di pastori.

Il pastore è un abitante estivo della montagna. Da metà giugno a metà settembre la sua casa è qui. Mio papà è il Carlone, ha fatto il pastore sul Latemar tutta la vita”.

 

 

 

Sara Carneri

Sara Azzolini

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Come nascono le storie? Chiedilo a Emma

Emma chi? Emma Deflorian, insegnante, attrice. L’incontro con il teatro è avvenuto a un corso di mimo. Lì ho visto tutti i miei limiti. Ho continuato a Trento, poi in Francia.  Nel ’95 ho fondato la compagnia di teatro Arjuna con Laura Gasperi. Il mio è un percorso piccolo e continuo nel teatro. A un cambio d’abito ad alta quota non so resistere.

 Come nascono le storie?

Le storie nascono osservando i sentieri. C’è tutto lì, basta afferrare un dettaglio e farsi ispirare. Se parli dei draghi vedi un artiglio nella roccia. Le persone osservano, si agganciano,  vedono quello che vedi tu. Gli spettacoli sono un viaggio di trasformazione. Nel bosco giochi, rallenti, osservi. C’è un mix di esperienza vera, raccontata da una persona esperta, e la curiosità dell’attore che sostiene il suo ruolo. A MontagnAnimata giochiamo sul filo delle storie e ci divertiamo camminando.

Cosa vuol dire fare teatro a MontagnAnimata?

Fra una scena e l’altra è la natura che agisce. L’attore fa parte del pubblico, guarda, osserva. Non c’è distanza.

A MontagnAnimata capisco di far parte di un progetto più grande. Squilla il telefono, è Sara Azzolini. Solo allora so cosa mi aspetta per la nuova stagione. MontagnAnimata è una bella occasione di collaborazione creativa. I personaggi nascono mettendo a fuoco un’idea, ad aggiustarla si lavora in gruppo. Ti chiedi: quali valori della montagna vuoi far passare? Con leggerezza però, qui le persone sono in vacanza. Che non vuol dire “vieni, svuota pensieri e riparti”. Ascoltare una storia è come aprire tutti i pori della pelle per respirare bene.

Le vite di Emma ad alta quota

Emma è Matilde, una signora di città che insieme a Sergio, un boscaiolo vero con molta pazienza, avvicina bambini e famiglie alla natura in Per fare un albero. Alberi: materia viva che in queste valli l’uomo ha saputo valorizzare. Insieme a Laura Gasperi è ideatrice e interprete dello spettacolo lungo il sentiero del Pastore Distratto: Hai mai visto un Dahù?
Il mercoledì ricopre i panni di un’eccentrica attrice che si insinua nel gruppo lungo il Geotrail Dos Capèl e ovviamente ruba a tutti la scena ;).

Sara Azzolini l’ha voluta perché?

A Emma e Laura, Teatro Arjuna, ho chiesto uno spettacolo per il giovedì nella stagione 2010, l’anno zero di MontagnAnimata. Hanno scritto, sceneggiato e curato i costumi di uno spettacolo inedito sui Draghi che ha incantato tutte le famiglie. Ancora non avevamo un teatro, né la foresta dei Draghi, ma solo un grande progetto in testa. Emma e Laura hanno fatto in modo che ci potessimo credere ancora di più! Da allora hanno sempre fatto parte del nostro gruppo, come attrici e creative, con grande generosità. Hanno accolto, rivisto, personalizzato ogni nostro spunto. I personaggi che hanno messo in scena rimarranno sempre nel nostro cuore. Emma ci regala ogni volta perle di creatività e allegria!

sarac

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Arte che nutre, ne parla Marco Nones

“Il mio lavoro si nutre di arte e sperimentazione. Alla base c’è ricerca dei materiali. Mi piace plasmare gli elementi naturali per creare forme inaspettate. Osservo i dettagli, guardo la natura da vicino. Della natura colgo i particolari, più che i paesaggi”.

Parole di Marco Nones, artista, cresciuto nel grembo della Val di Fiemme.

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

Foresta dei Draghi – uovo di drago di Marco Nones

Marco Nones all'opera

Marco Nones all’opera

La farfalla regina nella Foresta dei Draghi

nuovo “make-up” per la farfalla regina nella Foresta dei Draghi – Marco Nones

È arte che nutre. Che sia un nido alto 5 metri che accoglie un grande uovo bianco nella Foresta dei Draghi, un bacello che rovescia i suoi semi nel prato di “Bosco in Città” o una dissolvenza di ghiaccio, luce, sabbia e mare sulle spiagge della Calabria. O un intreccio di radici di cirmolo che sviluppa un cono alto 4 metri. Come l’installazione “Radicati liberi”, esposta alla Galleria Civica Mart di Trento nel 2016.

“Radicati liberi racconta un gesto, un movimento. È la spinta ad andare oltre il conosciuto, nonostante i vissuti ereditati, nonostante le storie assorbite. È l’utopia di radicarsi al cielo, come l’albero che protende i suoi rami verso il vuoto”.

A zig zag, seguendo un artista

Mentre MontagnAnimata inaugurava la stagione 2015, Marco era impegnato a Milano. In un grande parco gestito da Italia Nostra nasceva “Svuotato”, con cui ha vinto il concorso d’arte internazionale promosso da Expo 2015, Fondazione Triulza, Arte in Cascina. Abbiamo gioito con lui.

“Vorrei che provassimo a sintonizzarci con il suono di un seme che si appoggia al suolo. È lieve come un sorriso che si apre. Ma sprigiona un’energia immensa”.

A settembre l’abbiamo seguito con gli occhi sulle spiagge di San Ferdinando dove ha creato “Dissolvenze”. Assieme a Beatrice ha raccontato la storia di lievi gocce d’acqua che affrontano la polvere prima di tornare al mare.

Dahú, dimmelo tu

progettazione dell'installazione dedicata al dahú

progettazione dell’installazione dedicata al dahú

Poi Marco è venuto a trovarci. Ha fatto sosta a Rifugio Passo Feudo. Ha osservato, esplorato e annusato l’aria finché ha trovato il posto giusto per realizzare “Il giro del Dahú”.  Una installazione dedicata ai bambini, per invitarli a zampettare con una gamba giù e l’altra su, sintonizzati con la fantasia su storie curiose di animali che solleticano la nostra capacità percettiva.

Marco e Beatrice hanno illustrato e scritto una delle 4 Fiabe storte del Dahú. Ozzi è una loro creatura. Chi non l’ha scoperta d’estate potrà leggerla nella magia dell’inverno.

Land art e draghi, anche d’inverno

La Foresta dei Draghi è aperta anche durante la stagione invernale. È una passeggiata bellissima nella neve, alla scoperta delle tracce lasciate dai draghi buoni del Latemar. I draghi non vanno in letargo! Ed è molto più facile avvistarli sulla neve fresca, tra arcofalene, alberi cavi e incisioni nella roccia.

Foresta dei Draghi - Il dono del volo

Foresta dei Draghi – Il dono del volo

Il bello dei percorsi di land art è che sono liberi, vivono nel sole d’agosto e nelle giornate di neve sottile. Cambia il paesaggio, il rumore dei passi nel bosco, la temperatura delle emozioni è la stessa. Intensa, calda.

Foresta dei Draghi - graffio di drago

Foresta dei Draghi – graffio di drago

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones in inverno

Foresta dei Draghi – uovo di drago di Marco Nones in inverno

“Avvicinare i bambini alla natura attraverso l’arte e il gioco è un gesto necessario e doveroso. Significa prendersi cura del domani”. Beatrice e Marco ne sono convinti. E noi pure.

sarac

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