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È vero che il latte di montagna è più buono?

 

Le vallate alpine sono il regno delle mucche: prati falciati, cime maestose, campanacci che fanno allegria e gustosi formaggi di malga. Il latte di montagna è molto buono!

Due che la sanno lunga e coinvolgono famiglie e bambini con le loro storie di pastori della Val di Fiemme sono Albina e Alberto.

Scoprire il mondo dell’alpeggio con i bambini

Se volete scoprire il mondo dell’alpeggio con i bambini, in Val di Fiemme c’è ancora chi alleva mucche da latte. In passato quasi tutte le famiglie avevano delle mucche: voleva dire latte fresco tutti i giorni, burro e formaggio in tavola. Ora in Trentino c’è una vera e propria filiera del latte, la strada dei formaggi delle Dolomiti è una bellissima esperienza da fare con i bambini per scoprire il mondo dell’alpeggio.

In montagna gli allevamenti sono di piccole-medie dimensioni: raramente i capi di bestiame superano le 100 unità per stalla. D’estate le mucche vanno in alpeggio, dove l’erba è ancora più buona e il latte diventa gustoso e saporito.

Lavorare nelle malghe in alta quota è splendido ma… non ci sono sabati e domeniche di riposo, né vacanze. Le mucche devono mangiare tutti i giorni e vanno munte due volte al giorno. I prati delle nostre valli vengono tagliati due volte durante l’estate, a bassa quota si riesce a fare anche un terzo taglio. L’erba va girata, fatta seccare, raccolta in “balle” e conservata nel fienile in modo da avere foraggio nei mesi freddi.

Osservare il lavoro del casaro in Val di Fiemme

il latte di montagna viene fatto bollire in grandi catini, in val di fiemme trentino

Le sapienti mani del casaro

Il latte viene portato tutti i giorni al caseificio più vicino, mattina e sera. In Val di Fiemme ci sono due caseifici: uno a Predazzo, l’altro a Cavalese. I caseifici trasformano il latte per fare il burro, lo yogurt e diversi tipi di formaggio. Con il latte delle mucche di Baita Gardonè si fa il puzzone di Moena.

la ricotta prodotta con il latte di montagna in val di fiemme trentino

La ricotta prodotta con il latte di montagna della Val di Fiemme

Se siete in vacanza con i bambini in Val di Fiemme vi consiglio una capatina nelle sedi dei caseifici. Ci sono dei percorsi molto interessanti per vedere tutto il procedimento per fare il formaggio. Come si fa? In pochi passaggi:

  1. il latte viene fatto bollire dentro grandi paioli
  2. viene messo nelle forme e lasciato a bagno nell’acqua salata
  3. le forme di formaggio vengono impilate e fatte asciugare
  4. la stagionatura è un processo lento e può durare anni

Pensate che il Trentingrana stagiona a lungo in locali freschi e secchi mentre altri tipi di formaggio vengono conservati al fresco, a temperature più basse e la crosta viene pulita con acqua tiepida a intervalli prestabiliti. In questo modo il formaggio stagiona e acquista un sapore intenso.

Non resisterete alla tentazione di fare una piccola scorta da mettere in tavola con gli amici al rientro, è presto detto.

Qualche informazione pratica:

Alla MontagnAnimata passeggiando si possono vedere le mucche al pascolo che qui passano l’estate per tradizione insieme ai pastori. Siamo a cinque minuti da Predazzo, in Val di Fiemme, e potete raggiungerci con gli impianti di risalita.

Nadia Delvai

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Una giornata in montagna a camminare sul Latemar

Una giornata in montagna a camminare sul Latemar, non potrei chiedere di meglio. Le previsioni del tempo per domani sono ottime e la voglia di camminare in montagna fin sulle guglie del Latemar è tanta. Avete idea dei panorami stupendi sulle Dolomiti? Camminare immersi nella bellezza aiuta a staccare da tutto. Si può volgere lo sguardo sulle vette ricoperte di foreste della Catena del Lagorai o spaziare l’orizzonte sulle guglie delle Dolomiti.

Quassù il distanziamento è “naturale”. La montagna è poco frequentata, ognuno ha il suo ritmo: c’è chi va diretto alla mèta e chi si sofferma ad annusare un fiore o a fotografare una marmotta.

Come vestirsi per una passeggiata in montagna?

Per non dimenticare niente, quando penso a cosa mettermi, immagino di vestirmi a strati. Parto dall’intimo: quello tecnico è preferibile al cotone perché traspira di più e asciuga velocemente. Poi scelgo calzini da montagna, pantaloni lunghi o corti: in quota l’aria è spesso frizzantina e, se arrivano le nuvole o la pioggia, la temperatura può cambiare velocemente. Metto una maglia tecnica a manica lunga, tipo “Windstopper” o “Polartec”: in commercio ci sono moltissimi tessuti che riparano da vento e pioggia, alcuni più freschi, altri più caldi. Ognuno ha le proprie esigenze e abitudini: scegliete un abbigliamento pratico, comodo e leggero.

Cosa mettere nello zaino quando si va in montagna?

Nello zaino non deve mai mancare una maglietta di ricambio, la giacca per la pioggia, un cappellino, la crema solare. La crema solare va messa prima di partire e di nuovo durante la giornata, per evitare scottature.

Poi, molto importante: è sempre bene avere l’acqua! Camminando si suda e i liquidi vanno reintegrati. Lungo il percorso non sempre troviamo un rifugio dove poterci fermare a bere. L’acqua va benissimo, le bevande isotoniche anche, ma è meglio evitare di consumarne in grande quantità se non si fanno sforzi prolungati. Personalmente l’acqua mi piace poco, per cui aggiungo un po’ di sciroppo di lampone o sambuco così diventa più buona. Un’alternativa golosa? Succo di mela trentino diluito con acqua. Se le previsioni non danno troppo sole, consiglio di portare un thermos di thè caldo: se arrivano le nuvole o la pioggia, la temperatura cambia velocemente e un buon thè caldo disseta e ristora.

Nello zaino non deve mai mancare qualcosa da mangiare. Ognuno ha le proprie esigenze: c’è chi mangia barrette di cereali, chi frutta oleosa (noci, mandorle, nocciole), chi frutta secca o frutta fresca e chi si porta panini imbottiti. È molto importante mangiucchiare qualcosa spesso, in modo che il nostro motore (corpo) abbia benzina (nutrimento) sufficiente da consumare mentre si cammina. Io spesso aspetto di essere sulla cima (oppure nel punto dove finisce lo sforzo maggiore) per mangiare qualcosa di più consistente (un panino, ad esempio). Durante la digestione il nostro organismo utilizza energia, per questo motivo poi ne rimangono meno per camminare.

La Val di Fiemme offre ampia scelta di spuntini sani, a km zero. Possiamo mettere nello zaino frutta secca (mele, albicocche, prugne), yogurt (nutriente e dissetante), fette biscottate e miele di montagna, panini imbottiti con salumi e formaggi locali. Un altro snack nutriente è l’uovo sodo e lo Schüttelbrot, il fantastico pane croccante altoatesino.

Che attrezzatura serve per camminare in montagna?

Scarponcini, bastoncini telescopici, cartina escursionistica, macchina fotografica e cellulare sono l’attrezzatura ideale per un’escursione. Con un cellulare si riescono a fare foto stupende, l’ingombro è minimo ed è utile anche in caso di emergenza. Non sempre c’è campo ma, in caso di problemi, si può chiamare il numero di emergenza 112.

Nadia Delvai

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Giocolibri, per esplorare i sentieri e attivare i 5 sensi

L’idea di scrivere e illustrare i giocolibri è nata pensando ai bambini e alle famiglie. Volevamo un formato leggero, facile da portare sui sentieri, aprire e chiudere con agilità, un passo dopo l’altro.

Con i giocolibri i bambini camminano, scoprono la montagna, esplorano il bosco. Tra le pagine c’è la promessa di scoperte avventurose e una missione sempre nuova da compiere. “Cerca Rametal e aiutalo a ipnotizzare il Mago Kraus, in modo che dimentichi cosa stesse cercando”.

Gli indizi sono lungo i sentieri: per trovarli e completare il percorso serve spirito d’avventura, intuito e curiosità. Non basta guardare, bisogna osservare. I giocolibri sono il risultato di un bel lavoro creativo e riunioni collettive no-stop.

Non una, ma 9 Avventure Cercadraghi

I giocolibri parlano ai bambini: indicano il percorso, chiedono attenzione, segnalano tracce. Colori alla mano, ci sono indovinelli da risolvere, labirinti da attraversare, disegni da completare. C’è una missione da portare a termine. E alla fine il coraggio verrà riconosciuto.

Le “Avventure Cercadraghi” sono ispirate al racconto di Beatrice Calamari “I draghi del Latemar”. E quest’anno è nata Raya, un drago con le piume color latte e oro, nato dalla fantasia di Chiara Cecilia Santamaria (Machedavvero) che, insieme a Viola, ne hanno intuito per prime la presenza. Raya custodisce un potere vitale per tutte le creature. Potrai giocare e divertirti a risolvere indovinelli ma… ti servirà intuito e un pizzico di concentrazione per trovare la formula magica!

Con Martìn, per scoprire il bosco, l’acqua e le api

Martìn è un pastore distratto, nonno Gigi non è da meno. Il sentiero porta nel bosco: tra alberi secolari, radure tranquille e scorci bellissimi. I giocolibri del Pastore Distratto raccontano ai bambini di mucche e buon latte, di attrezzi per fare il fieno come una volta, di alberi che profumano, del valore dell’acqua e delle api.

Sono nati dalla fantasia di Alberta Rossi. Non poteva essere altrimenti:  ama la montagna, conosce le tradizioni, i nomi dei fiumi e i mestieri di una volta. Ha uno sguardo fresco, cura i dettagli e non si tira indietro quando si tratta di indovinelli e rime.

Mio papà saliva a falciare i prati a Gardonè. Dormivano nelle baite. Il pastore è un abitante estivo della montagna”. Stefano Dellantonio conosce tutto di queste montagne. Scoprire che ha talento e passione per il disegno e coinvolgerlo per i giocolibri è stata una bella soddisfazione. “Mì e le api” nasce dal tratto sottile di Ilaria Castellan.

Chi l’ha detto che a MontagnAnimata si divertono solo i bambini in vacanza? Qui c’è un team col sorriso che passa l’inverno a scrivere, creare e dare forma alle idee.

Con Geotrail Dos Capèl: Mondo Triassico, si va in quota 

 

Per l’estate 2020 la geologia torna in quota, sul Geotrail Dos Capèl con 13 postazioni didattiche curate dal Muse-Museo delle Scienze di Trento e dal Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo per raccontarti le Dolomiti dal vero. A guidarti saranno le illustrazioni dell’artista portoghese Bernardo Carvalho e il giocolibro “Geotrail Dos Capèl, Mondo triassico”.

Poche regole (in tutti i giochi ci sono): 9 stop, 100 punti da accumulare e una manciata di rocce gettone, 9 geodomande, 1 premio che potrai ritirare al Punto Info a Gardonè.

Alcuni premi sono stati realizzati in legno da artigiani locali, su disegno degli studenti del Liceo Artistico G. Soraperra di Pozza di Fassa. Potrai tornare a casa con gadget e regali della tua vacanza in famiglia in Val di Fiemme, a pochi km da Predazzo.

Al Punto Info trovi chi ti aiuterà in tutto e per tutto: gioco del Difr, letture a tema, libri e piccoli regali della tua vacanza in famiglia con bambini in Trentino, nella Val di Fiemme, vicino a Predazzo.

Le “Avventure Cercadraghi”, i giocolibri del Pastore Distratto e “Geotrail Dos Capèl. Mondo Triassico” parlano anche inglese e tedesco. Avete sentito parlare delle “Fiabe storte del Dahù”? Per raccontarvi del Dahù aspettiamo che tornino le nostre studiose. Stay tuned!

 

saraasarac

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CAMMINARE IN MONTAGNA CON I RAGAZZI ADOLESCENTI? IN TRENTINO, SUL GEOTRAIL DOS CAPÈL LA SFIDA È VINTA!

Se camminare in montagna con i ragazzi adolescenti vi sembra una sfida improponibile sentite com’è andata! In Val di Fiemme ci sono percorsi da fare in famiglia o con gli amici: zero noia, curiosità e divertimento. Eccoci qui, un’improbabile compagnia: zia, nipote tredicenne (Matteo), amichetto (Edoardo).

“Che facciamo zia? Giochiamo? Ci fai vedere instagram? Guardiamo il telefono? Facciamo una partita a minecraft? Andiamo a mangiare la cotoletta con le patatine fritte e la coca cola?”

So che in genere le zie servono a “trasgredire”, ma questa zia non ci sta. Sono fatta di un’altra pasta! Propongo: una visita al museo, cominciare subito i compiti delle vacanze, andare a provare il nuovo percorso Geotrail Dos Capèl prendendo gli impianti di risalita da Predazzo a Passo Feudo. “Che ve ne pare?”

geotrail dos capèl passo feudo predazzo val di fiemme trentino

“Eh vabbè se queste sono le alternative”, dicono loro a muso lungo. “Fare un bel riposino sotto un albero?”, prova a rilanciare il nipote.

“Eh no, un riposino alla vostra età proprio no! Andiamo ragazzi, sarà una bella escursione, in cima alle montagne, all’aria aperta, al sole, con un panorama che ricorderete a lungo”. Facce dubbiose annuiscono senza convinzione.

Geotrail stiamo arrivando!

Sugli impianti di risalita ci intratteniamo un po’, guardiamo le cabine disegnate con grande creatività da altri bambini. Poi prendiamo la seggiovia: ben avvinghiati ai nostri zaini, spiamo nelle baite (ops), cerchiamo i gigli di montagna e li contiamo. Arrivati quasi in cima vediamo una bella famiglia di marmotte, con i piccolini che si godono il sole sui plinti di cemento dei sostegni. “Guarda, ce ne sono altre! Qui il prato è crivellato di tane”. “Che simpatici questi animaletti!”

Siamo a Passo Feudo e già i due ragazzi chiedono una bibita, uno snack, cioccolata. “Va bene, prendiamo energia con della buona cioccolata fondente, però la dividiamo!” La visita al rifugio si rivela più che proficua: compriamo la nostra barretta, scopriamo un menu da chef stellati e programmiamo una tappa al ritorno dalla camminata, ma … cosa più importante prendiamo il giocolibro che abbiamo acquistato a Gardonè, al Punto Info!

Non sapete cosa sia il giocolibro? Se almeno una volta vi è capitato di percorrere i sentieri di MontagnAnimata insieme ai bambini, sul versante del Latemar da Predazzo, sapete che un giocolibro può cambiare la giornata. Chi teme che i bambini si possano annoiare rimane sorpreso a vederli coinvolti e felici; gli adulti ringraziano per l’aiuto vitale racchiuso in un piccolo prezioso racconto e tutti tornano a casa con un’esperienza incredibile, un ricordo tangibile, un regalo e una storia.

La nostra storia parte da 245 milioni di anni fa

geotrail dos capèl passo feudo val di fiemme trentino

Proprio fuori dal rifugio Passo Feudo c’è la prima postazione. Ci immergiamo subito in una nuova dimensione: qui c’è la storia di 245 milioni di anni fa spiegata e illustrata in modo meraviglioso. Con le illustrazioni di Bernardo Carvahlo è un tripudio di colori effervescenti e vivaci, quesiti scientifici e giochi da fare in famiglia o in coppia, e soprattutto un punteggio da raggiungere!

Matteo e Edoardo si galvanizzano. L’idea di ottenere il massimo punteggio li fa andare più spediti tra una tappa e l’altra, sono concentrati quando è il momento di leggere, toccare, sperimentare. Sorridono soddisfatti quando è il momento di contare il risultato.

Sul sentiero ci sono fossili con splendide conchiglie perfettamente conservate, una parete rocciosa con delle pieghe incredibili e quando arrivi proprio in cima al Dos Capèl, la fatica del percorso in salita è totalmente ripagata. Lungo il percorso abbiamo raccolto minerali dalle forme, colori e odori differenti che ci serviranno per costruire un calendario geologico!

Arrivati alla postazione “Che era è?” (vedere per credere!) si era accumulata un po’ di tensione tra i ragazzi che si è sciolta subito. La bellezza di spaziare con lo sguardo tutt’attorno, scoprire uno dei massicci più belli delle Dolomiti, respirare l’aria frizzantina e annusare tutto intorno come se l’olfatto fosse un nuovo senso. Puoi immaginare una cosa più bella?

“Andiamo a vedere l’ultima postazione, facciamo i conti del punteggio!” Abbiamo scoperto che non ce la caviamo niente male come apprendisti geologi. Che bella soddisfazione stampigliata su quelle faccine!

Siamo degli ottimi geologi, adesso ci aspetta un fantastico pranzetto a Passo Feudo

geotrail dos capèl passo feudo val di fiemme trentino

È il momento di fare una corsa verso il rifugio Passo Feudo. Per la verità la corsa dura pochino, riprendiamo semplicemente il nostro passo e arranchiamo sulla salita finale, ma il pensiero di quei manicaretti ci dà le forze per vincere l’ultimo dislivello, sederci sulla terrazza e ordinare i nostri piatti preferiti: il pensiero di questo momento probabilmente non ci ha mai abbandonati fin da quando abbiamo letto il menù qualche ora fa.

“Zia , zia, mica ci possiamo perdere un giro in slittovia vero?”
“Certo che no, e magari anche più di un giro sull’Alpine Coaster Gardonè”, che peccato doverli accompagnare.

“Zia, zia, ma non si parlava di un premio per il giocolibro terminato?”
“Certo Matteo, scendiamo a Gardonè, ritiriamo il meritato premio al ‘punto info’ e via a tutta velocità sull’Alpine Coaster”.

La discesa in cabinovia ci trova con i visi arrossati, gli occhietti assonnati e l’incapacità di frenare la lingua per ripeterci in continuazione esperienze e aneddoti della giornata.

“Zia, zia, sta sera che si fa zia?”
“Io propongo un riposino?”
“Dai zia non scherzare!?”
“Beh direi che ‘sta sera decidete voi!”

Qualche informazione pratica sul Geotrail Dos Capèl:

Il Geotrail Dos Capèl è una passeggiata di media difficoltà per bambini e famiglie. Con la telecabina arrivi a Gardonè, prosegui con la seggiovia fino al Passo Feudo.
La passeggiata è un anello di 3,5 km, con un dislivello di 268 m. Parti e arrivi nello stesso punto, a pochi metri dalla seggiovia e dal rifugio Passo Feudo. Il sentiero è panoramico, soleggiato. Si fa in 2 ore circa, senza bisogno di essere accompagnati (per bambini piccoli 0-2 anni avrai bisogno dello zaino). Sei a 2200 m di altitudine, in Val di Fiemme, sul Dos Capèl. Ai piedi del Latemar, in Trentino, nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Gli impianti di Predazzo ti accompagnano a fare questa esperienza. Prima di partire controlla bene qui gli orari.

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10 cose da fare in estate con i bambini sulla MontagnAnimata

Ecco 10 cose da fare in estate con i bambini sulla MontagnAnimata, per non perdere neanche un minuto e portare a casa un bel ricordo.

È tempo di organizzare le vacanze! Cosa ne dite di un po’ di aria buona di montagna? ;). Se poi ci aggiungiamo tante attività da fare immersi nella natura con i  bambini la ricetta è completa.

  1. Fino a 7 anni impianti di risalita gratis

I bambini fino a 7 anni viaggiano gratis: in telecabina, fino a Gardonè (1650 m), e in seggiovia, fino a Passo Feudo (2200 m), si godono il panorama senza pagare il biglietto. Se MontagnAnimata è il posto giusto per una vacanza in famiglia, abbiamo pensato che i bambini possono certamente viaggiare gratis.

  1. Passeggiate facili per famiglie e bambini in montagna

    pastore distratto

    sentiero tematico Pastore Distratto a Gardonè

I sentieri tematici sono passeggiate facili da fare con i bambini. A Gardonè ci sono due sentieri: la Foresta dei Draghi, e il sentiero del Pastore Distratto. Nella Foresta dei Draghi puoi andare con il passeggino, sugli altri sentieri vieni attrezzato con lo zaino porta-bimbo. Dai 3 anni in su, se hai la pazienza di raccontare loro una storia i bambini camminano da soli.

Alla MontagnAnimata le storie non mancano. Fai così, quando arrivi a Gardonè passa al Punto Info e chiedi un giocolibro. Lo puoi scegliere in base all’età dei bimbi, ce ne sono anche per i più grandi. Camminano, ascoltano, trovano le tracce, risolvono indizi e alla fine …c’è un premio che li aspetta al Punto Info. Alcuni premi sono di legno, hanno la forma dei personaggi della MontagnAnimata e li puoi colorare. C’è Tof, la Pina, il Dahù.

  1. Alpine Coaster Gardonè, a tutta velocità tra i boschialpine coaster gardonè predazzo val di fiemme

980 m di dossi, salti e un giro a 360° in tutta sicurezza: Alpine Coaster Gardonè è un circuito ad anello di 1 km circa. Fai il biglietto, ti siedi e allacci le cinture. I bob sono a due posti, si muovono su rotaia e la velocità la regoli tu. Possono salire i bambini con altezza minima di 105 cm, accompagnati da un adulto. Non serve prenotare.

  1. Geotrail Dos Capèl 

A Passo Feudo (2200 m) c’è il Geotrail Dos Capèl, un sentiero di media difficoltà per bambini e famiglie per scoprire la geologia dal vero. È una bella passeggiata ad anello di 3,5 km, con un dislivello di 268 m. 2,5 ore. Su questo sentiero niente passeggino, per i bambini piccoli andrà bene uno zaino porta bimbo. Per tutti è consigliabile giacca antivento e scarponi.

Lungo il sentiero i bambini si divertono a riconoscere le pareti di roccia della formazione di Livinallongo, le stratificazioni di lava e le tracce di un mare triassico.

Ad accompagnarli in questa esplorazione scientifica ci sono 13 postazioni didattiche illustrate – realizzate in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze di Trento e il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo – e sfogliando il giocolibro “Geotrail Dos Capèl, Mondo triassico” sarà tutta una scoperta!

  1. Idee per un pic nic in montagna

    Area pic nic – sentiero del Pastore distratto

Pic nic è una coperta stesa all’ombra; via scarpe, calzini, un velo di crema solare. C’è chi organizza tutto nei minimi dettagli e nello zaino ha quel che occorre. C’è chi passa al rifugio, sceglie un panino e un angolo di prato. Alla MontagnAnimata c’è un’area pic nic lungo il sentiero del Pastore Distratto, radure nel bosco, sentieri e prati tranquilli per un riposino. L’energia per giocare e camminare vien mangiando.

  1. Spettacoli 

Il dragologo Nikolaus Drache - spettacoli itineranti

Se stai pensando a cosa fare in Val di Fiemme in estate non puoi perderti gli spettacoli sui sentieri e in anfiteatro. In compagnia di strani, simpatici e buffi personaggi vi divertirete alla grande. Tutti gli spettacoli sono gratuiti e per partecipare basta prenotare entro il giorno prima (per lo spettacolo della domenica puoi chiamare il numero 0462/502929, per gli altri spettacoli il numero 3319241567). Conoscerai Nikolaus Drache, Otto il Bassotto, Simone Frasca, Pino Costalunga e Manuela Salvi. Le nostre scienziate alla ricerca del Dahù sono uno spasso.

  1. Un dolce strepitoso al rifugio, a 1650 m e a 2200 m

    baita passo feudo ski center latemar predazzo val di fiemme trentino

    Che fai, vieni in Val di Fiemme per una vacanza in famiglia e non prendi un dolce? Alla Baita Gardonè, vicino alla Foresta dei Draghi, oltre ai menù per bambini con i nomi dei draghi trovi dolci magnifici. L’appetito aumenta con l’altezza, si sa. Al Rifugio Passo Feudo sei a 2200 m con panorami spettacolari sulle montagne intorno. Un consiglio sui dolci che trovi al rifugio? La “sinfonia di strudel” è una goduria.

     

  1. Parco giochi con altalene, scivoli, sabbiera, angolo libri e relax

    Parco giochi a Gardonè

Dopo aver camminato, corso, giocato non c’è niente di meglio che fermarsi nel Regno dei Draghi: chi ha energie potrà andare in altalena, allenarsi su una piccola parete di roccia o… giocare a tris!

  1. I gicolibri della Montagnanimata

I giocolibri sono libri da leggere e sfogliare lungo i sentieri tematici, risolvendo indovinelli e prove di ingegno tutte diverse. Cammini, osservi, raccogli indizi e… se completi il giocolibro c’è 1 premio che ti aspetta al Punto Info!

  • Per la Foresta dei Draghi puoi scegliere tra 9 “Avventure Cercadraghi”. Conoscerai Ais, Ardea, Goira e… tutta la dinastia dei draghi buoni del Latemar! La novità dell’estate 2020 è “Raya e il potere della luce” che racconta la storia di un drago con le piume color latte e oro.
  • Sul sentiero del Pastore Distratto il protagonista è Martìn, con 5 giocolibri e tante storie che raccontano la vita all’alpeggio, il ciclo dell’acqua, il regno delle api e le avventure del Salvanel alle prese con l’Orco Sporcatutto.
  • Sul Geotrail Dos Capèl puoi scoprire la geologia dal vero con il giocolibro “Geotrail Dos Capèl, Mondo triassico”. È un viaggio nel tempo ad occhi aperti con 100 punti da accumulare, una manciata di rocce gettone e 9 geodomande.

Trovi i giocolibri al Punto Info, a Gardonè. Ce ne sono per tutte le età: prescolare e scolare.

 

  1. Scopri la magia delle api e la loro dolcezza

Sul sentiero del Pastore Distratto c’è una deviazione che vi porta dritti all’apiario di MontagnAnimata. Ci sono 6 arnie speciali, tutte diverse. Se ti appassiona questo mondo delicato e fragile puoi saperne di più con il libricino “A spasso con La Pina”. Lo trovi al Punto Info a Gardonè con gli altri libri della collana in erba.

QUALCHE INFORMAZIONE PRATICA:

Per sapere quanto costano gli impianti di risalita vedi prezzi e orari. Per arrivare sulla MontagnAnimata del Latemar, visita la nostra pagina Come arrivare. Gli impianti di risalita di Predazzo sono aperti tutti i giorni fino al 20 settembre 2020 con orario continuato.

Sara Carneri

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Una giornata alla MontagnAnimata in piena libertà

Siamo finalmente riusciti ad andare a Latemar MontagnAnimata!

Dopo mesi di lockdown, passati a giocare con i lavoretti dei personaggi che abitano questo luogo magico, a osservare la piccola cabinovia di cartoncino costruita tra il soggiorno e il soppalco… finalmente abbiamo esaudito il desiderio di salire di persona sulle cabine colorate fino a Gardonè. Non vedevamo l’ora di fare, anzi rifare, le nostre passeggiate preferite sul Latemar! Per noi l’estate è fatta di natura, montagna, sentieri nel bosco in famiglia con i bambini.

Come funziona? Serve prenotare in anticipo?

Ci siamo informati prima sulla necessità di prenotare, sugli accessi contingentati e su tutte le possibili restrizioni anti Covid e… che bella sorpresa! Non c’è bisogno di prenotare né gli impianti di risalita – cabinovia e seggiovia – né l’Alpine Coaster Gardonè, il fantastico bob su rotaia che sale in mezzo al bosco. L’unica attività per cui bisogna registrarsi sono gli spettacoli, ma basta telefonare entro il giorno prima per prenotare. Per lo spettacolo della domenica con il mitico Nikolaus Drache chiami al numero 0462/502929, per tutti gli altri spettacoli – ce ne sono di martedì, mercoledì e giovedì – chiami al numero 3319241567 entro il giorno prima.

Certo, per usare gli impianti e la slittovia è richiesto di indossare la mascherina, tenere la distanza di sicurezza e usare il gel disinfettante. Poche regole da rispettare, per il resto ti godi la natura, i paesaggi, i giochi e le storie che si snodano sui sentieri tematici. Una vera pacchia!

Nella Foresta dei draghi con Raya, novità dell’estate 2020

I bambini si sono divertiti con la storia del nuovo giocolibro di Chiara Cecilia Santamaria, blogger di “Machedavvero”, scritto e disegnato con Viola, sua figlia. I personaggi sono proprio carini e a dire il vero ci mancava solo questa Avventura Cercadraghi. Conoscevamo già Rogos, Zoira, Ais… e tutta la dinastia dei draghi del Latemar! Torniamo tutti gli anni e troviamo sempre delle novità!

Alla fine della passeggiata siamo passati al Punto Info e abbiamo ricevuto un premio: un bellissimo memory con tutti i personaggi dei racconti della MontagnAnimata. Coloratissimo e super divertente, da giocare tutti insieme sul prato.

Sentirsi liberi di cambiare programma, rallentare e gustarsi tutto

Volevamo provare anche il percorso geologico, dato che l’anno scorso era chiuso e non ci siamo potuti andare, ma niente, sarà per la prossima volta!  Arrivati a Passo Feudo non abbiamo saputo resistere ai piatti meravigliosi proposti dal rifugio: straccetti di cervo, trota al puzzone, casuncei… il tempo è passato e ci siamo semplicemente goduti il panorama spettacolare dalla terrazza esterna: spazia dalle Pale di San Martino alle cime del Latemar, fino alla Marmolada!

Cosa aggiungere a una giornata così? Scendendo in seggiovia abbiamo visto le marmotte che giocavano, i bambini erano entusiasti! E per finire un giro sull’Alpine Coaster fra le mie urla e le risate dei ragazzi! Torneremo presto a Latemar MontagnAnimata!

Marmotte

QUALCHE INFORMAZIONE PRATICA

Per raggiungere la MontagnAnimata potete utilizzare gli impianti di risalita da Predazzo: tutti i giorni dal 20 giugno al 20 settembre 2020, con orario continuato. Guarda prezzi e orari e indicazioni per arrivare.

 

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5 ricette con prodotti buoni della Val di Fiemme e un po’ di storia

Questo post è dedicato a tutti gli amanti del buon cibo. Parliamo di pasta, un alimento che da energia e che si presta a mille varianti gustose. A Predazzo, c’è un pastificio con 100 anni di storia che utilizza l’acqua delle sorgenti dolomitiche e l’aria buona di montagna per rendere i suoi prodotti delle vere eccellenze della Val di Fiemme da esportare in tutto il mondo.

Un pastificio con 100 anni di storia

famiglia Felicetti pastificio Predazzo

Famiglia Felicetti ©Castiglioni

In Val di Fiemme c’è un pastificio che ha più di 100 anni. È il Pastificio Felicetti, fondato nel 1908, con sede a Predazzo. Se arrivate in macchina, sulla Statale delle Dolomiti, in direzione Moena, potete vedere lo stabilimento sulla destra: la scritta “PASTA” è evidente, colorata.

Il piccolo laboratorio per la produzione della pasta venne fondato da Valentino Felicetti prima della Grande Guerra. La tradizione passò di padre in figlio con un continuo miglioramento del processo produttivo, della qualità e l’aumento della produzione per soddisfare le richieste del mercato italiano e internazionale.

Nei supermercati di tutta la Val di Fiemme potete trovare diversi prodotti: dalla pasta più comune, di grano duro, che fa concorrenza ai grandi marchi italiani, alle specialità: biologica, integrale, farro integrale, tricolore. La selezione “Monograno”, pasta fatta con farine scelte, tutte biologiche: kamut, farro, Matt, Senatore Cappelli. Tutte prodotte con farine 100% italiane che provengono da coltivazioni controllate.

Ciò che rende speciale questo prodotto è la lavorazione della farina con l’acqua di sorgente purissima del Latemar sulle Dolomiti (prelevata a 2000 metri) e l’aria di montagna.

Speck, lucanica, pancetta, prosciutti

Rifugio passo feudo orzo e speck

Modi alternativi di utilizzare lo speck – rifugio Passo Feudo ©Campanile

In passato quasi tutte le famiglie avevano un maiale. D’inverno, verso Natale, il maiale veniva trasformato in succulenti insaccati. In Val di Fiemme ci sono delle buone macellerie.

Lo speck è famoso in tutto il Trentino Alto Adige ma in Val di Fiemme, oltre allo speck, vengono prodotti anche pancetta, lucaniche fresche (simili alle salamelle ma più grosse, si fanno alla piastra o cotte a lungo in acqua bollente) o stagionate, salami e prosciutti cotti. Oltre al maiale, nelle nostre macellerie potete trovare anche lucaniche di cervo, capriolo, e lucaniche con pasta mista di maiale e capra.

Nei rifugi e ristoranti locali consiglio di prendere un tagliere di salumi nostrani e formaggi misti. Sono i sapori dell’antica tradizione di montagna.

5 ricette con prodotti della Val di Fiemme

Penne al farro con zucchine saltate e basilico

Tagliate le zucchine a cubetti e saltatele in padella con olio d’oliva, sale e pepe. Nel frattempo cuocete la pasta al farro integrale. Scolate la pasta e saltatela con le zucchine. Aggiungete basilico fresco e Trentingrana. È una ricetta molto estiva, ottima anche fredda.

Fusilli di Kamut al ragù alpino

Fate rosolare una lucanica fresca (le nostre salamelle) dopo aver tolto la pelle. Spezzettate la carne con una forchetta. Quando è rosolata bene, aggiungete polpa di pomodoro e (secondo i gusti) un po’ di cipolla. Lasciate cuocere per 10 minuti. Assaggiate il sugo prima di aggiungere il sale (la pasta delle lucanica è salata, speziata e risulta saporita). A fine cottura, per rendere il sugo ancora più gustoso, aggiungete un po’ di panna. Lessate i fusilli, o fusilloni al Kamut, e condite la pasta. Questa ricetta non è da prova costume ma in montagna bruciamo tante calorie camminando in alta quota. J

Spaghettoni MATT con trota e timo di montagna

In una padella saltate per qualche minuto due filetti di trota, tagliati a pezzetti, con un filo d’olio e un pizzico di sale. Aggiungete qualche fogliolina di timo di montagna e mettete da parte. Lessate gli spaghettoni MATT, scolateli avendo cura di tenere da parte un po’ d’acqua di cottura. Saltate gli spaghetti col sugo di trota. Se dovessero risultare troppo asciutti aggiungete un po’ d’acqua di cottura della pasta.

Penne “Monograno” con cubetti di zucca e speck

Tagliate a cubetti lo speck, rosolatelo per pochi minuti e fate raffreddare. Sbucciate una zucca e tagliatela a pezzetti piccoli. In una padella mettete un filo d’olio d’oliva, aggiungete la zucca, sale, pepe e un rametto di rosmarino. Fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete un po’ d’acqua alla volta finché la zucca diventa morbida. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Cuocete le penne al dente, scolate e saltatele in padella con la zucca e lo speck. Servite con Trentingrana grattugiato.

Orzotto con verdure e speck

Mettete a bagno per 24 ore l’orzo. Rosolate i cubetti di speck per pochi minuti e fate raffreddare. Tagliate del porro a rondelle sottili, sedano e carote a cubetti e fate rosolare le verdure lentamente in una padella con olio e sale. Incorporate l’orzo scolato e mescolate per un minuto. Aggiungete del brodo, poco alla volta, e cucinate come fosse un risotto. A fine cottura aggiungete lo speck, mantecate con una noce di burro e Trentigrana grattugiato.

Qualche informazione pratica:

Se non siete dei veri “masterchef” ma vi piace la buona tavola e il relax potete gustare i buoni prodotti della Val di Fiemme anche nei rifugi e nelle baite della MontagnAnimata. Alla baita Gardonè (1650 m) o al rifugio Passo Feudo (2200 m) potrete godervi un momento di tranquillità a tavola, davanti a un bicchiere di buon vino e a un tagliere di salumi al cospetto del massiccio del Latemar.

Nadia Delvai

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La birra di Fiemme

La giornata sulla MontagnAnimata si prospetta davvero impegnativa, cari genitori 😉 Un giro in Alpine Coaster, una discesa sul gommone e poi via nella Foresta dei Draghi. I bambini hanno energia da vendere è risaputo ma a noi adulti a volte serve fare una pausa e ricaricare le energie 🙂 . In queste giornate calde d’estate niente di meglio di una buona birra di Fiemme.

Birrifici artigianali – La birra di Fiemme

birra di fiemme, val di fiemme, trentino

Birra di Fiemme

La birra non è un prodotto tipico italiano anche se negli ultimi anni stanno nascendo molti birrifici artigianali che producono delle birre di qualità. Circa 100 anni fa, in Trentino-Alto Adige esistevano moltissimi birrifici artigianali; pensate che nella sola Val di Fiemme ve ne erano due.
Stefano Gilmozzi, un appassionato di Cavalese, ha deciso di recuperare questa tradizione e nel 1999 ha costruito il primo birrificio artigianale del Trentino. Con l’aumento della richiesta dei suoi prodotti ha trasferito la produzione da Cavalese a Daiano, utilizzando alcuni locali dell’ ex colonia pavese.

L’orzo viene coltivato direttamente da Stefano a Verona mentre il luppolo arriva dalla Germania.
Sicuramente l’acqua pura proveniente direttamente dalle montagne della Val di Fiemme dona alla birra un gusto e una qualità eccellente.

Le birre prodotte da Stefano si possono trovare in tutti i supermercati della Val di Fiemme e in numerosi ristoranti e pizzerie. La birra alla spina può essere degustata al Dixie Pub di Tesero, una birreria tipica nel centro del paese.

Stefano produce: Fleimbier, la classica birra chiara, Larix, la birra rossa e la Weizen. Ci sono anche 2 birre particolari: la Nòsa (fatta col luppolo selvatico della Val di Fiemme) e la Lupinus (fatta con l’aggiunta dei semi di lupino tostati i quali una volta venivano utilizzati in queste valli per fare il caffè.

Che differenza c’è tra birra industriale e birra artigianale?

La birra artigianale di norma non è filtrata né pastorizzata, viene creata con materie prime fresche di altissima qualità, da piccoli produttori e in quantità limitate. Viene spesso fornita a pubs, ristoranti o negozi della stessa area geografica.

La birra industriale invece è sempre filtrata e pastorizzata. Questo processo serve a garantire la massima conservazione del prodotto e annullare eventuali variazioni di gusto rispetto al “modello” originale. Così la birra, ovunque siate nel mondo, avrà sempre lo stesso gusto :). Le birre industriali spesso sono prodotte con additivi chimici, conservanti e con surrogati del malto d’orzo, come il riso e il mais, che permettono di contrarre i costi di produzione ma compromettono di gran lunga l’esperienza gustativa.

La birra artigianale di Fiemme

Vediamo ora in breve come si produce la birra

Per produrre la birra si parte dall’orzo i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l’umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L’orzo germinato (malto) viene essiccato lentamente in forno; a seconda del grado di tostatura avrà un colore e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra.

Il malto d’orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. Questa miscela viene portata a ebollizione, filtrata e separata dalle scorie. Viene aggiunto poi il luppolo, pianta che conferisce alla birra il caratteristico gusto amaro. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione in appositi recipienti. Indispensabile in questa fase è il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica.

Senza l’aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà lasciata a stagionare e maturare per 4-6 settimane. Al termine di questo periodo la birra viene filtrata e successivamente confezionata in lattine, bottiglie o fusti.

Qualche informazione pratica:

Se volete gustare una buona birra di Fiemme durante la vostra giornata sulla MontagnAnimata potete salire fino al rifugio Passo Feudo e sorseggiarla davanti a un panorama davvero mozzafiato.

Per sapere quanto costano gli impianti di risalita vedi prezzi e orari.
Per arrivare qui, visita la nostra pagina Come arrivare.

Nadia Delvai

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AVERE 12 ANNI E UN SOLO DESIDERIO: DA GRANDE FARÒ IL DRAGOLOGO!

Avere 12 anni e un solo desiderio quello di diventare Dragologo! Come? Non sai di che si tratta? Te lo spiega Matteo!

Nella Foresta dei Draghi in 3 mosse, per imparare come diventare un esperto cercatore di draghi

Quel giorno ci siamo messi in testa di diventare esperti dragologi, io e Edoardo. Ah io sono Matteo. Lo so, non è una professione adatta a tutti. Ci vuole spirito di avventura, un briciolo di pazzia, curiosità, tanta pazienza – su questo mamma dice che posso migliorare molto – e una gran voglia di vedere i draghi. La settimana scorsa siamo stati a Predazzo, sulla MontagnAnimata del Latemar. La Foresta dei Draghi è il posto perfetto per far pratica di dragologia! Niente teoria, è una vera palestra nella natura. Se anche voi siete curiosi di sapere come si diventa dragologi ecco 3 consigli infallibili.

1. FATEVI ISPIRARE DA NIKOLAUS DRACHE, IL MITICO DRAGOLOGO DI FAMA MONDIALE

i segreti della foresta dei draghi

Era domenica e nella Foresta dei Draghi c’era Nikolaus Drache, un vero esperto della materia. Lui sa tutto dei draghi, è il massimo esperto. Insieme a lui ci siamo incamminati nella Foresta dei Draghi e ci ha svelato tutti i trucchi per capire dove si nascondono e come avvicinarli. Ha degli attrezzi buffissimi: speciali bussole sonore che sembrano trombette, stravaganti sonde cerca-draghi che somigliano ai palloncini ma che in realtà nascondono sofisticati software di geolocalizzazione draghesca. Ovviamente a noi, giovani allievi alle prime armi, non è consentito usare simili attrezzature ma forse un giorno, con tanta pratica, chissà.

2. PRENDETE IL GIOCOLIBRO “I SEGRETI DELLA FORESTA DEI DRAGHI” AL PUNTO INFO A GARDONÈ

Una cosa che vi può aiutare se volete imparare in fretta è il giocolibro “I segreti della Foresta dei Draghi”. Lo trovate al punto info a Gardonè. Un libricino con illustrazioni bellissime, indicazioni precise, esperimenti e giochi per scoprire i reperti e trovare le tracce dei draghi lungo il sentiero. C’è anche un foglio lucido su cui sono tracciate le rotte di volo dei draghi: guardateci attraverso, collocandolo nella posizione giusta, e vedrete dove sono passati! Ah, c’è anche una storia speciale con i cavalieri medioevali che appartennero all’ordine creato per salvare i draghi, moltissimi anni fa. Il mio amico Edo è appassionato di cavalieri e mi ha letto la storia in due minuti, fantastica! Mentre procedete sul sentiero, dopo ogni prova otterrete un punteggio: sommando i punti, alla fine scoprirete se siete dragologi “alle prime armi”, “diplomati” o “a tutti gli effetti”. Noi abbiamo ottenuto il punteggio più alto 😉

3. TENETE GLI OCCHI APERTI E ACCENDETE LA VOGLIA DI GIOCARE

i segreti della foresta dei draghi predazzo val di fiemme

Questo è il consiglio migliore che vi possiamo dare: tenete gli occhi bene aperti, pronti a carpire ogni fruscio e movimento nel bosco. Noi ci divertiamo sempre un sacco insieme e chissà, magari un giorno riusciremo a vedere un drago. Se lo avvistate prima voi, avvisateci 😉

INFORMAZIONI UTILI

La Foresta dei Draghi è a Gardonè, a 10 minuti da Predazzo. È una passeggiata facile da fare con i bambini in vacanza d’estateSi trova all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardonè, in Val di Fiemme. Prima di partire controlla gli orari.

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In val di Fiemme con i bambini: 3 rifugi da non perdere

Muoversi nei rifugi con i bambini? In Val di Fiemme si può fare. Chi viene alla MontagnAnimata conosce già la strada. A cinque minuti da Predazzo ci sono gli impianti di risalita: telecabina fino a Gardonè, seggiovia fino a Passo Feudo e poi a piedi alla Torre di Pisa. Ad ogni tappa un rifugio bellissimo e panorami spettacolari.

Quando arrivate a Gardonè potete fare due cose: distrarre i bambini e andare dritti sulle cime o passare al Punto Info godendovi la prima tappa. Potete fare una passeggiata nella Foresta dei Draghi, per prepararvi alle meraviglie del Latemar, o scoprire il sentiero del Pastore Distratto. Sono passeggiate facili per famiglie e bambini, quello che serve per allenare il fiato e affrontare la salita al Rifugio Torre di Pisa.

Il nostro itinerario tra i 3 rifugi da non perdere parte poco oltre l’abitato di Predazzo: si prende la telecabina per la Baita Gardonè (1650 m), si sale fino al Rifugio Passo Feudo (2200 m) e su, fino al Rifugio Torre di Pisa (2671 m). I rifugi d’estate sono aperti tutti i giorni e fino al 20 settembre si possono usare gli impianti di risalita di Predazzo. Zaino in spalla, si parte!

Con la telecabina da Predazzo a Baita Gardonè (1650 m)

All’arrivo della telecabina Predazzo–Gardonè, sulla destra, trovate Baita Gardonè. Questo accogliente rifugio ha un grande terrazzo, chaise longue per una tintarella alpina, una voliera con musica lounge e tavoli per pranzare, prendere un dolcetto e riempire gli occhi di bellezza osservando il bosco e le montagne della Catena del Lagorai. All’interno ci sono salette con tavoli apparecchiati, cucina self service e à la carte. L’attrazione che piace ai bambini è lo scivolo che porta dritti alla toilette: per bambini che hanno fretta e si divertono, gli adulti possono prendere le scale. Baita Gardonè è un rifugio caratteristico, una tipica baita in legno con affreschi sui muri. Come piatti tipici suggeriamo le costine di maiale speciali, la Wiener Schnitzel  (gigante!) e la padella Gardonè con un mix di primi piatti tipici, polenta e salsiccia.

In seggiovia fino a Passo Feudo (2200 m)

All’arrivo della seggiovia Gardonè-Passo Feudo c’è il Rifugio Passo Feudo. Prima di entrare vi verrà voglia di curiosare sulla grande terrazza all’aperto. Da qui si può ammirare un panorama spettacolare sulle montagne: la Catena del Lagorai, le Pale di San Martino, il Pelmo e l’Antelao, due picchi che si trovano in Veneto. Il menu è à la carte e tutto è molto curato: tagliatelle al ragù di selvaggina, canederli, polenta e capriolo sono tipici del Trentino. Poi c’è la cuoca che ci mette fantasia: risotto con i medaglioni di maiale, ravioli ripieni di selvaggina su “zuppetta” di mirtillo rosso, insalata con straccetti di cervo e  lamponi. Alcuni tipi di pane sono fatti in casa, niente di meglio che un piatto di salumi e formaggi tipici della valle con mieli e mostarde. Per i più piccoli c’è anche la pizza!!! E i dolci, per tutti. Un consiglio? La “sinfonia di strudel” è una goduria.

A piedi fino al Rifugio Torre di Pisa (2671 m)

Rifugio Torre di Pisa

Le guglie del Latemar dal rifugio Torre di Pisa

Il Rifugio Torre di Pisa si trova sulla Cima Cavignon. Prende il nome dall’omonima torre rocciosa che sorge poco lontano dal rifugio: la torre pende come quella della città toscana! Dal rifugio si gode di un bellissimo tramonto, col sole che pian piano scompare dietro le montagne del Trentino Occidentale, e per chi si vuole fermare a dormire l’alba è strabiliante. La vista a 360° che si gode da quassù spazia dalla Catena del Lagorai, perlopiù porfirica, fino al massiccio granitico della Cima d’Asta. Poi le Pale di San Martino, il Monte Civetta, il Pelmo, l’Antelao, la Marmolada, la Tofana di Mezzo e il Piz Boè. In lontananza due giganti: l’Ortler e il Cevedale.

Mandaci le foto dei panorami, scrivi #montagnanimata

Prima di partire guarda orari e prezzi. I rifugi d’estate sono aperti tutti i giorni, se vuoi usare gli impianti di risalita da Predazzo lo puoi fare fino al 20 settembre 2020. In montagna è consigliabile una giacca anti-vento e scarponi. Guarda come arrivare!

Nadia Delvai

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