Continuazione per giro del Latemar completo

La prima parte è identica all’escursione al Rifugio Torre di Pisa.

Per gli escursionisti più esperti, con qualche ora di tempo in più, c’è un bel percorso ad anello: il Giro del Latemar.

Dal Rifugio Torre di Pisa si continua a camminare, sempre sul sentiero n° 516, in direzione Forcella dei Camosci. Si sale qualche metro dietro il Rifugio e, dalla piazzola di atterraggio dell’elicottero, si riesce ad avere un panorama ancora più esteso sulle vette circostanti e, soprattutto, si può ammirare in direzione ovest, la Torre di Pisa. Questa guglia di roccia dolomitica è alta 40 metri e ricorda molto la torre dell’omonima città toscana.

In discesa, verso la torre, il sentiero è un po’ impegnativo ed i classici segni bianco-rossi sono difficili da trovare. Una volta superato questo breve tratto sassoso si continua a scendere dietro, e in mezzo, a questi torrioni. Si scende ancora un breve tratto ripido, poi pianeggiante, fino al bivio per la Forcella dei Camosci. Questa parte è molto particolare: a sinistra abbiamo una parete di roccia e, a volte, si affacciano i camosci; a destra possiamo osservare una distesa sassosa con poche macchie d’erba. Sembra quasi un paesaggio lunare!

In direzione del nostro percorso, sullo sfondo, si vede la Forcella dei Campanili e, più a destra, lo Schenon del Latemar. Sembra proprio una grande schiena (o un tavolo inclinato?). La via ferrata dei Campanili del Latemar passa attraverso le  guglie sulla parte sommitale dello Schenon e il panorama che si ammira da lassù è incredibile.

Dall’incrocio in cui siamo si dipartono: il sentiero n° 516 che prosegue verso la Forcella dei Campanili e il sentiero n° 516B che porta al Bivacco Latemar A. Sieff. Per salire alla Forcella dei Camosci, noi dobbiamo prendere il sentiero n° 18. Il primo tratto è ripido e impegnativo, ma si arriva in poco tempo alla forcella. Consigliamo di fare una sosta e ammirare il panorama verso lo Schenon del Latemar e le Dolomiti Orientali.

La prossima meta è la seggiovia Oberholz a Obereggen. Il primo tratto in discesa è un passaggio un po’ difficile. C’è un canalino tra 2 rocce, ci vuole un po’ di pazienza ma tutto si risolve in qualche minuto. Si arriva in un avvallamento pieno di sassoni e il sentiero passa tra quelli più grossi. Finalmente si esce dal meraviglioso “labirinto di pareti” e si apre il panorama: ecco Obereggen e la parte bassa della Val d’Ega. In lontananza si può vedere l’Altopiano del Renon e la Palla Bianca.

Inizia qui il tratto in discesa, dapprima tra rocce, sassi e ghiaia, poi in mezzo al verde. Si scende a zig zag nei prati alpini e, nell’ultimo tratto, tra abeti, larici e pini cembri. In luglio si può ammirare anche la magnifica fioritura dei rododendri. Tralasciando le indicazioni per la seggiovia Oberholz, si prende il sentiero n° 22 che riporta pian piano al Rifugio Passo Feudo.

Lungo il percorso si trovano numerose installazioni con spiegazioni su flora e fauna del posto e sulle Dolomiti del Latemar. In breve, ci si ritrova al bivio visto all’andata e si scende verso Rifugio Passo Feudo. Ecco gli omeneti di pietra, ci siamo quasi.

Se il tempo a disposizione lo permette (la seggiovia chiude alle 17.30) consigliamo una pausa golosa al Rifugio Passo Feudo. Torta cioccolato e panna o strudel di mele?

INFO

icona_quota
2681 M
icona_dislivello
700 M
icona_tempo-percorrenza
5 ORE
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CIRCOLARE
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NO BICI
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DIFFICILE

Stay tuned!