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Il Miele di montagna ha tante proprietà

Il miele di montagna ha tante proprietà ed è buonissimo. Provalo sul pane, nello yogurt, nel latte e mi dirai! È una fonte di calorie sane e ha proprietà antibatteriche e antibiotiche. Puoi aggiungere il miele millefiori anche d’estate, in una tisana tiepida. Mai calda, per non distruggere le proprietà benefiche del miele. Rispetto allo zucchero comune, il miele ha un potere dolcificante superiore e ha un valore calorico più basso oltre ad essere più sano. Il miele per dormire lo consigliava anche la mia nonna.

Alla MontagnAnimata, in Val di Fiemme, i bambini scoprono il miele insieme a Corrado e al prof. Propolìs. Lui dice in giro che ha visto un’ape gigante ma nessuno gli crede. Per scoprire di che si tratta vieni alla MontagnAnimata! È un posto incredibile, con 3 sentieri facili per famiglie e bambini, tanti giocolibri per camminare e divertirsi in vacanza. A cinque minuti da Predazzo. Prendi la telecabina e sei a Gardonè: prati, boschi, sentieri, giochi, draghi. E sì, ci sono i draghi buoni del Latemar. Non ti preoccupare, non mangiano miele!

Arnia Rotonda

L’apiario di MontagnAnimata si può visitare tutti i giorni fino al 10 settembre lungo il sentiero del Pastore Distratto. È una passeggiata facile per famiglie e bambini, arrivarci con il giocolibro “Mì e le api” è divertente. Con Mì scoprirai come si organizzano le api e com’è fatta un’arnia e tutti i prodotti preziosi che sanno donarci le api. Solo prelibatezze che fanno bene.

Il miele millefiori ne contiene proprio mille?

Eriche in fiore

Le api delle vallate alpine sono api molto felici, penso io. Il loro lavoro inizia a metà-fine marzo, a seconda delle temperature e della fioritura. Qui in Val di Fiemme il primo fiore per le api è l’erica: copre il sottobosco con un tappeto rosa meraviglioso e i pendii rocciosi, a bordo strada. Man mano che i prati diventano verdi, fiorisce il tarassaco. Quel fiore giallo, aperto che chiamiamo dente di leone. Mi piacerebbe essere un’ape e ronzare in mezzo a quei grandi bottoni gialli. Vedere queste distese di puntini gialli in mezzo al verde sgargiante mi scalda il cuore. È la natura che dice: “l’inverno è finito, ecco la primavera con tutti i suoi colori e i suoi profumi”. Sul sentiero del Pastore Distratto ne vedrai mille.

Timo

Arriva poi il periodo dell’erba alta, con una miriade di fiori colorati: salvia, alchemilla, trifoglio, lupinella, silene, margherite e un milione di altri fiori. Più in alto, salendo, ci sono fiori medicinali: arnica, iperico, timo. Spesso gli apicoltori durante l’estate spostano le arnie in quota, seguendo le fioriture. Un’ape può percorrere  anche 3 km per scegliere i fiori più belli.

Qual è il tipo di miele migliore?

I tipi di miele sono tanti, a seconda del periodo di fioritura e del luogo dove l’apicoltore porta gli alveari. Il miele di alta montagna ha un colore chiaro  e un sapore più intenso di quello prodotto a fondovalle ma entrambi sono molto buoni. In Trentino puoi trovare tanti tipi di miele:

  • miele di acacia: nasce quando le api raccolgono il nettare prevalentemente dai fiori della robinia (Robinia pseudoacacia). Ha un colore molto chiaro, aroma leggero, sapore molto dolce. Questo miele rimane liquido a lungo e può intorbidirsi leggermente a causa della formazione di cristalli,
  • miele di castagno: è frutto della raccolta del nettare dai fiori di castagno (Castanea sativa). Di colore scuro, sapore amaro e odore penetrante, è ricco di sali minerali. Questo miele è quasi liquido, con una cristallizzazione lenta,
  • miele di rododendro: trae origine dal nettare bottinato sui rododendri (Rhododendron hirsutum e Rhododendron ferrugineum). È un miele di colore chiaro, odore tenue, sapore delicato. Cristallizza dopo alcuni mesi, formando cristalli fini e assumendo una colorazione biancastra. È un miele pregiato e la sua produzione è influenzata dalle condizioni atmosferiche e dalle difficoltà del trasporto degli alveari in alta quota,
  • miele millefiori: le zone di montagna sono ricche di fioriture e spesso mancano specie di fiori predominanti sulle altre. Così la gran parte dei mieli prodotti in Trentino (oltre il 70%) è classificato come millefiori. Buono, squisito: deriva dalla mescolanza di vari nettari,
  • melata: non viene dai fiori ma dalla linfa delle piante, succhiata ed espulsa da insetti parassiti come afidi e cocciniglie. Detto così può sembrare buffo. Provatela! Le piante più importanti per la produzione di melata sono le conifere: l’abete bianco, l’abete rosso e il pino. I mieli di melata hanno colore scuro, sapore leggermente aspro e sono molto ricchi di sali minerali oltre che più densi del miele di nettare.

Rododendro

Proprietà benefiche del miele di montagna

Il miele ha molte proprietà benefiche: è antibatterico, antiossidante, antibiotico e fa bene anche all’intestino. Per fare bene il miele dev’essere grezzo. Cos’è il miele grezzo? È miele fatto con cura da apicoltori locali, in piccola quantità. Niente a che vedere con il miele industrializzato. Solo così, fatto con cura, il miele mantiene tutte le sue proprietà benefiche.

Il miele cristallizza per un processo naturale che avviene quand’è nel vasetto. Non vuol dire che sia andato a male, per nulla. Fate una prova! Per riportare il miele allo stato liquido è sufficiente metterlo a bagnomaria in acqua calda: massimo 40° altrimenti il miele perde tutte le proprietà benefiche.

L’apiario di MontagnAnimata

Per saperne di più sulla vita e sul mondo delle api potete visitare l’apiario di Gardonè e partecipare a uno spettacolo itinerante sul sentiero: “Il Professor Pròpolis e l’Ape Gigante”. Anche i più piccini (età 3-6) potranno ammirare da vicino il lavoro dell’apicoltore e le casette delle api. Ritrovo alle 10.45 a monte della telecabina Predazzo-Gardonè. Lo spettacolo è gratuito, per arrivare è necessario utilizzare gli impianti di risalita da Predazzo. Vedi prezzi e orari. Guarda come arrivare alla MontagnAnimata.

Nadia Delvai

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In val di Fiemme con i bambini: 3 rifugi da non perdere

Muoversi nei rifugi con i bambini? In Val di Fiemme si può fare. Chi viene alla MontagnAnimata conosce già la strada. A cinque minuti da Predazzo ci sono gli impianti di risalita: telecabina fino a Gardonè, seggiovia fino a Passo Feudo e poi a piedi alla Torre di Pisa. Ad ogni tappa un rifugio bellissimo e panorami spettacolari.

Quando arrivate a Gardonè potete fare due cose: distrarre i bambini e andare dritti sulle cime o passare al Punto Info godendovi la prima tappa. Potete fare una passeggiata nella Foresta dei Draghi, per prepararvi alle meraviglie del Latemar, o prendere il kit per piccoli geologi, raggiungere Passo Feudo e scoprire il Geotrail Dos Capèl. Sono passeggiate facili per famiglie e bambini, quello che serve per allenare il fiato e affrontare la salita al Rifugio Torre di Pisa.

Il nostro itinerario tra i rifugi parte poco oltre l’abitato di Predazzo: si prende la telecabina per la Baita Gardonè (1650 m), si sale fino al Rifugio Passo Feudo (2200 m) e su, fino al Rifugio Torre di Pisa (2671 m). I rifugi d’estate sono aperti tutti i giorni, fino al 10 settembre, si possono usare gli impianti di risalita. Zaino in spalla, si parte!

Con la telecabina da Predazzo a Baita Gardonè (1650 m)

Baita Gardonè

All’arrivo della telecabina Predazzo–Gardonè, sulla destra, trovate Baita Gardonè. Questo accogliente rifugio ha un grande terrazzo: un campo da beach volley, chaise longue per una tintarella alpina, una voliera con musica lounge e tavoli per pranzare, prendere un dolcetto e riempire gli occhi di bellezza osservando il bosco e le montagne della Catena del Lagorai. All’interno ci sono salette con tavoli apparecchiati, cucina self service e à la carte. L’attrazione che piace ai bambini è lo scivolo che porta dritti alla toilette: per bambini che hanno fretta e si divertono, gli adulti possono prendere le scale. Baita Gardonè è un rifugio caratteristico, una tipica baita in legno con affreschi sui muri. Come piatti tipici suggeriamo le costine di maiale speciali, la Wiener Schnitzel  (gigante!) e la padella Gardonè con un mix di primi piatti tipici, polenta e salsiccia. Menù bambini con i nomi dei draghi.

In seggiovia fino a Passo Feudo (2200 m)

Rifugio Passo Feudo

un ottimo dolce 😉 al rifugio Passo Feudo

All’arrivo della seggiovia Gardonè-Passo Feudo c’è il Rifugio Passo Feudo. Prima di entrare vi verrà voglia di curiosare sulla grande terrazza all’aperto. Da qui si può ammirare un panorama spettacolare sulle montagne: la Catena del Lagorai, le Pale di San Martino, il Pelmo e l’Antelao, due picchi che si trovano in Veneto. Il menu è à la carte e tutto è molto curato: tagliatelle al ragù di selvaggina, canederli, polenta e capriolo sono tipici del Trentino. Poi c’è la cuoca che ci mette fantasia: risotto con i medaglioni di maiale, ravioli ripieni di selvaggina su zuppetta di mirtillo rosso, insalata con straccetti di cervo e  lamponi. Alcuni tipi di pane sono fatti in casa, niente di meglio che un piatto di salumi e formaggi tipici della valle con mieli e mostarde. Per i più piccoli c’è anche la pizza!!!! E i dolci, per tutti. Un consiglio? La “sinfonia di strudel” è una goduria.

A piedi fino al Rifugio Torre di Pisa (2671 m)

Rifugio Torre di Pisa

Le guglie del Latemar dal rifugio Torre di Pisa

Il Rifugio Torre di Pisa si trova sulla Cima Cavignon. Prende il nome dall’omonima torre rocciosa che sorge poco lontano dal rifugio: la torre pende come quella della città toscana! Dal rifugio si gode di un bellissimo tramonto, col sole che pian piano scompare dietro le montagne del Trentino Occidentale, e per chi si vuole fermare a dormire l’alba è strabiliante. La vista a 360° che si gode da quassù spazia dalla Catena del Lagorai, perlopiù porfirica, fino al massiccio granitico della Cima d’Asta. Poi le Pale di San Martino, il Monte Civetta, il Pelmo, l’Antelao, la Marmolada, la Tofana di Mezzo e il Piz Boè. In lontananza due giganti: l’Ortler e il Cevedale.

Mandaci le foto dei panorami, scrivi #montagnanimata

Prima di partire guarda orari e prezzi. I rifugi d’estate sono aperti tutti i giorni, se vuoi usare gli impianti di risalita da Predazzo lo puoi fare  fino al 10 settembre. In montagna è consigliabile una giacca anti-vento e scarponi. Guarda come arrivare!

Nadia Delvai

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La birra di Fiemme

La giornata sulla MontagnAnimata si prospetta davvero impegnativa, cari genitori 😉 Un giro in Alpine Coaster, una discesa sul gommone e poi via nella Foresta dei Draghi. I bambini hanno energia da vendere è risaputo ma a noi adulti a volte serve fare una pausa e ricaricare le energie 🙂 . In queste giornate calde d’estate niente di meglio di una buona birra di Fiemme.

Birrifici artigianali – La birra di Fiemme

Birra di Fiemme

La birra non è un prodotto tipico italiano anche se negli ultimi anni stanno nascendo molti birrifici artigianali che producono delle birre di qualità. Circa 100 anni fa, in Trentino-Alto Adige esistevano moltissimi birrifici artigianali; pensate che nella sola Val di Fiemme ve ne erano due.
Stefano Gilmozzi, un appassionato di Cavalese, ha deciso di recuperare questa tradizione e nel 1999 ha costruito il primo birrificio artigianale del Trentino. Con l’aumento della richiesta dei suoi prodotti ha trasferito la produzione da Cavalese a Daiano, utilizzando alcuni locali dell’ ex colonia pavese.

L’orzo viene coltivato direttamente da Stefano a Verona mentre il luppolo arriva dalla Germania.
Sicuramente l’acqua pura proveniente direttamente dalle montagne della Val di Fiemme dona alla birra un gusto e una qualità eccellente.

Le birre prodotte da Stefano si possono trovare in tutti i supermercati della Val di Fiemme e in numerosi ristoranti e pizzerie. La birra alla spina può essere degustata al Dixie Pub di Tesero, una birreria tipica nel centro del paese.

Stefano produce: Fleimbier, la classica birra chiara, Larix, la birra rossa e la Weizen. Ci sono anche 2 birre particolari: la Nòsa (fatta col luppolo selvatico della Val di Fiemme) e la Lupinus (fatta con l’aggiunta dei semi di lupino tostati i quali una volta venivano utilizzati in queste valli per fare il caffè.

Che differenza c’è tra birra industriale e birra artigianale?

La birra artigianale di norma non è filtrata né pastorizzata, viene creata con materie prime fresche di altissima qualità, da piccoli produttori e in quantità limitate. Viene spesso fornita a pubs, ristoranti o negozi della stessa area geografica.

La birra industriale invece è sempre filtrata e pastorizzata. Questo processo serve a garantire la massima conservazione del prodotto e annullare eventuali variazioni di gusto rispetto al “modello” originale. Così la birra, ovunque siate nel mondo, avrà sempre lo stesso gusto :). Le birre industriali spesso sono prodotte con additivi chimici, conservanti e con surrogati del malto d’orzo, come il riso e il mais, che permettono di contrarre i costi di produzione ma compromettono di gran lunga l’esperienza gustativa.

La birra artigianale di Fiemme

Vediamo ora in breve come si produce la birra

Per produrre la birra si parte dall’orzo i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l’umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L’orzo germinato (malto) viene essiccato lentamente in forno; a seconda del grado di tostatura avrà un colore e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra.

Il malto d’orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. Questa miscela viene portata a ebollizione, filtrata e separata dalle scorie. Viene aggiunto poi il luppolo, pianta che conferisce alla birra il caratteristico gusto amaro. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione in appositi recipienti. Indispensabile in questa fase è il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica.

Senza l’aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà lasciata a stagionare e maturare per 4-6 settimane. Al termine di questo periodo la birra viene filtrata e successivamente confezionata in lattine, bottiglie o fusti.

Qualche informazione pratica:

Se volete gustare una buona birra di Fiemme durante la vostra giornata sulla MontagnAnimata potete salire fino al rifugio Passo Feudo e sorseggiarla davanti a un panorama davvero mozzafiato.

Per sapere quanto costano gli impianti di risalita vedi prezzi e orari.
Per arrivare qui, visita la nostra pagina Come arrivare.

Nadia Delvai

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Cosa fare con i bambini in montagna in estate

Vi chiedete cosa fare con i vostri bambini in Montagna? Siamo nelle montagne del Trentino, in Val di Fiemme.

La prima domanda che genitori e bambini fanno al punto informazioni di Gardonè (1650 m, all’arrivo della cabinovia) è: “Ma qua, cosa si può fare?” E noi iniziamo a snocciolare la vasta gamma di attività che prende vita sulla MontagnAnimata.

Passeggia con la tua famiglia lungo i facili sentieri tematici e vivi le avventure della MontagnAnimata!

“C’è il DIFR, un gioco interattivo da fare tutti insieme. Ci sono tre sentieri tematici per camminare, imparare e divertirsi con i Giocolibri. C’è l’Alpine Coaster, per bambini dai 5 anni in su. Hai meno di 5 anni? Sul tubby non c’è limite di età perché scivolare sui gommoni colorati è uno spasso in sicurezza. Ma alle 11.00 non potete mancare lo spettacolo itinerante. Oggi il prof. Propòlis vi accompagna a scoprire il mondo delle api. Si può fare davvero di tutto sulla MontagnAnimata”.

Solitamente, alla fine la reazione è: occhio spalancato, bambini ansiosi di non perdere un minuto, genitori che si interrogano. “Da cosa cominciamo? Dove inizia il sentiero?

NO PANIC!

Ecco l’abc per famiglie e bambini felici! A MontagnAnimata c’è spazio per tutte le età e gli interessi. Ti piace viaggiare a tutta velocità? Non vedi l’ora di cercare le tracce dei draghi? Hai sentito raccontare di api, pastori, lavori antichi di montagna? Ti piace la scienza e sai tutto (o quasi) sulle rocce? In poche righe qui trovi cosa fare. Da soli, in famiglia o in gruppo, piccoli e grandi.

Attività per bambini da 0 a 5 anni

Pista Tubby!

Ho meno di 5 anni, cosa posso fare?
DIFR (gioco interattivo): sì, con mamma e papà
SENTIERI TEMATICI con GIOCOLIBRO: sì, con mamma e papà
PARCOGIOCHI: sì, c’è anche un angolo morbido per riposare
PISTA TUBBY: sì, e guidi tu!
SPETTACOLO ITINERANTE: sì, senza passeggino

Attività per bambini da 5 a 10 anni

Un giro sull’Alpine Coaster Gardonè?

Ho 5 anni, mia sorella 10, cosa è adatto a noi?

DIFR (gioco interattivo): sì, con mamma e papà o con una squadra fatta di amici!
SENTIERI TEMATICI con GIOCOLIBRO: sì, tutti i sentieri
PISTA TUBBY: sì, ciascuno il suo gommone
ALPINE COASTER GARDONÈ: sì, accompagnati da un adulto
SPETTACOLO ITINERANTE: sì, un po’ in fila indiana un po’ in cerchio
DIPINGI UNA CABINA: concorso per disegnare una delle cabine che migliaia di turisti e sciatori vedranno l’anno prossimo

Ragazzi da 10 a 15 anni

Il gioco interattivo del DIFR

Ho 10 anni, Matteo e Alice 15, vorremmo divertirci insieme
DIFR (gioco interattivo): sì, forma una squadra di amici e trova tutte le postazioni interattive. Se mamma e papà si aggiungono: no problem, è divertente tutti insieme
SENTIERI TEMATICI con GIOCOLIBRO: sì, tutti i sentieri
PISTA TUBBY: sì, puoi sfidare i tuoi amici in velocità
ALPINE COASTER GARDONÈ: sì, accompagnati fino ai 14 anni, poi da soli!
SPETTACOLO ITINERANTE: sì, senza correre, c’è posto per tutti
DIPINGI UNA CABINA: concorso per disegnare una delle cabine che migliaia di turisti e sciatori vedranno l’anno prossimo

Cosa fare durante le facili passeggiate sui nostri sentieri? Ci sono i giocolibri!

Giocolibri!

I giocolibri sono libricini pieni di quiz, indovinelli, disegni e prove di ingegno per accompagnarti lungo i 3 sentieri tematici di MontagnAnimata: la Foresta dei Draghi, il Pastore Distratto e il Geotrail Dos Capèl.

< 8  anni: per piccoli cacciatori di draghi e bambini che hanno voglia di storie da portarsi a casa (I draghi del Latemar, La Pina, le fiabe storte del dahú, I misteri dei draghi del Feudo e Piccolo circo quassù)

> 8 anni: per giovani cacciatori di draghi, bambini che hanno voglia di sapere (Il Pastore Distratto, la vita all’alpeggio, Il Pastore distratto, Martin e l’acqua, Il Pastore Distratto, I segreti del nonno), esplorare (Geotrail Dos Capèl, Mondo triassico con kit) e leggere, anche tra le righe (I draghi del Latemar , La Pina, Fiabe storte del dahú, I misteri dei draghi del Feudo e Piccolo circo quassù)

INFO PRATICHE:

Vuoi sapere quanto costano queste attività? Guarda la pagina PREZZI E ORARI

Per arrivare qui, visita la nostra pagina COME ARRIVARE.

Francesca Delladio

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Respiri di felicità nei boschi del Latemar

Care mamme,

avete mai pensato a come il respiro possa essere d’aiuto per raggiungere la felicità? Se siete in vacanza in Val di Fiemme prendete una pausa solo per voi sulle montagne del Latemar mentre i vostri bambini si divertono nella Foresta dei Draghi o sull’Alpine Coaster Gardonè.

Tutti i venerdì di luglio e agosto a Gardonè la nostra esperta Chiara Facchini vi guiderà nel relax più totale con delle lezioni gratuite di “stretching dei meridiani” ed esercizi di respirazione…curiose di saperne qualcosa di più? Leggete qui.

Stretching dei meridiani con Chiara Facchini

Chi sono? Una donna. A tutti dico di avere 25 anni, ma nessuno mi crede e ne hanno “ben donde”. Potrei dire che di spirito sono ancora all’asilo, l’età anagrafica dice 53 quest’anno.
Di fatto è che sto bene con me stessa e con tutti. Collaboro con una palestra, sono istruttore, educatrice posturale e terapista shiatsu.

“Essere felice a prescindere da tutto e da tutti” è la risposta alla domanda “Cosa voglio dalla vita, e cosa devo imparare?” Ok, ho la risposta alla mia domanda. Perfetto incomincio ma, da dove? Idea. Dalla cosa che mi accompagna dal primo giorno di vita e che mi accompagnerà fino all’ultimo giorno di vita: il respiro.

Chiara

Sì, ho cominciato ad osservare e a dare importanza al mio respiro. Con mio grande stupore ho imparato un sacco di cose (il respiro è veramente un grande maestro). Mi ha aperto gli occhi facendomi capire che ogni volta che io inspiro il mio corpo prende forza, prende energia, diventa grande si espande, si rinfresca, si riempie di idee e nozioni. Tutte le cellule del mio corpo prendono gioia dall’inspirazione. In più mi mette in collegamento con tutto l’universo. Perché tutto respira. Respira la natura, gli alberi , le persone e quindi io respiro il respiro di tutti, e questo è fantastico perché mi lega a tutto e a tutti.

Vogliamo poi parlare dell’espirazione? Bellissima. Quando espiro il corpo comincia a distendersi, rilassarsi, allungarsi, va ad eliminare tutto ciò che non serve più e che non voglio più trattenere. La calma, la pace e la serenità è ciò che rimane in me.

Stretching dei meridiani sull’erba ©Orler

Nel continuo respiro, che è obbligatorio al fine della vita stessa, è racchiusa la felicità. Questa è la consapevolezza che ho raggiunto nell’osservare e dare importanza ad un semplice respiro profondo. Questo è parte di ciò che voglio donare a coloro che fanno stretching dei meridiani con me. Affinché la felicità non sia solo mia ma di tutti coloro che posso raggiungere.

La prossima volta vi racconterò come respirare.

Chiara Facchini

Qualche informazione pratica per arrivare a Gardonè

Stretching dei meridiani sull’erba a Gardonè
Venerdì dal 7 luglio al 18 agosto (escluso il 28 luglio) dalle 11.00 alle 12.00.
Ritrovo alle 10.45 a monte della telecabina Predazzo-Gardonè. La lezione di stretching è gratuita, per arrivare qui è necessario utilizzare gli impianti di risalita da Predazzo. Vedi prezzi e orari.
Per arrivare qui, visita la nostra pagina Come arrivare.

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Avventure nella Foresta dei Draghi

4 piccoli esploratori – episodio 1

Sembra una giornata come tante altre nella Foresta dei Draghi. È primavera inoltrata, l’aria si fa più tiepida e profumata, la neve ha lasciato spazio alla morbida erbetta. Quando…

Tof! Tof! Stai basso, non farti vedere! Nasconditi lì, dietro quell’albero dai! Presto!”

Ma si Pina! Stai tranquilla sarò invisibile…eh eh eh! A volte vorrei essere piccolo come te 😉

“L’armamentario” dei piccoli esploratori

Chissà cosa ci fanno 4 ragazzini da soli nella Foresta…e che buffi i loro vestiti. Sembrano venire da un’altra epoca. E tutto quell’armamentario che si portano dietro? Mappe, libri, bussola, cannocchiale, corde e lanterne, perfino un baule…ma cosa avranno intenzione di fare? Che siano pronti per una spedizione?

“Ei Tof! Li vedi? Che fanno?”

Calmati piccola Pina, li seguo quatto, quatto a distanza. Con le mie silenziose alucce da giovane draghetto non mi beccheranno mai! Sono leggero come una piuma J ah ecco, da qui li vedo meglio.

Uno dei quattro sta scrutando il bosco con il cannocchiale e l’altro, vicino, gli sta mostrando qualcosa tra gli alberi, sta indicando verso…verso…QUESTO albero!!!! Ei! Un momento…VIAAAA….

“uno dei quattro sta scrutando il bosco con il cannocchiale”…

Pfiu! Per una squama non mi scoprivano…ma allora, forse stanno cercando me, cioè noi, cioè i draghi!

Che siano allievi di Drache? Il famoso dragologo? Non mi pare averli mai visti alle sue lezioni di dragologia.

Uno, due, tre ..e li seduto in mezzo al sentiero c’è il quarto. Sembrano proprio quattro piccoli esploratori.

Ei Pina! Uno di loro è una lei! Una bambina bionda, com’è carina e buffa! Ha le scarpe più grandi delle mie zampe eppure è piccolina.  Aspetta, è andata a strappare di mano la mappa a quello più grande, eh eh, che grinta! Adesso la sta leggendo lei, la gira e la rigira come avessa fra le mani un volante 😉 ma un momento… La sta guardando al contrario! Ahahhahhahh ! OK stiamo tranquilli, finché guida lei la spedizione non ci troveranno mai. 😉

“Eppure caro il mio Tof , questa storia mi suona parecchio strana. Da dove verranno? E cosa staranno cercando? E se si mettono nei guai? Chi li aiuterà? Tu?..

Vieni, lasciamoli in pace per un po’. Io me ne tornerò dalle mie sorelle nell’arnia e tu faresti meglio a tornare a casa, tua mamma Robinia ti starà già cercando in ogni angolo del Latemar!”

OK, OK! ….Uffa! per una volta che succede qualcosa di particolare in questa Foresta! Vabbè dai, si stanno rimettendo in marcia, magari li seguo ancora 5 minutini ;)…

CONTINUA…

Francesca Delladio

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Nella Foresta dei Draghi fai volare la fantasia

Guglie che infrangono l’azzurro del cielo

picchi sbiancati da zucchero a velo.

Per le avventure che ti attenderanno

compagni sinceri ti affiancheranno.

Amico e fratello, compagno sarai

le ombre del cuore sconfiggerai.

E questa storia che sa di magia

ha la bellezza della follia.

Avrai risposte che sempre hai cercato

farai domande che mai hai pensato.

Racconti grandiosi di tempi passati

di draghi guardiani dei boschi incantati.

Giungerà infine il momento consueto

di ritornare al mondo concreto.

Per dire a tutti che sogno e realtà

sono un tutt’uno e non due metà.

Ilaria Castellan

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Predazzo, Festa di apertura della MontagnAnimata

Domenica 25 giugno, impianti di risalita gratuiti per scoprire tutte le novità del divertimento in quota, fra cui il rinnovato sentiero Geotrail Dos Capèl

Gli impianti di risalita per raggiungere la MontagnAnimata del Latemar saranno gratuiti domenica 25 giugno per una festa che saluta l’estate, annunciando tante nuove occasioni di divertimento. Saranno, quindi, gratuiti l’andata e ritorno della telecabina Predazzo-Gardoné e l’andata e ritorno della seggiovia Gardoné-Passo Feudo.

Geotrail Dos Capèl

Bambini e genitori potranno esplorare il sentiero Geotrail Dos Capèl che riaprirà completamente rinnovato, grazie alla collaborazione con il Muse – Museo delle Scienze di Trento – e il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo. Gli stessi musei hanno creato anche il giocolibro “Geotrail Dos Capèl, Mondo Triassico” che propone ai bimbi un viaggio nel tempo attraverso le rocce dei Monti Pallidi. Lungo il sentiero 13 postazioni, illustrate dell’artista portoghese Bernardo Carvalho, invitano a scoprire curiosi indizi per riconoscere le rocce: Werfen, Basalto, Breccia verde, tracce di Lava, Calcare del Latemar. Rocce “cotte”, spezzate e ripiegate, scogliere coralline, filoni vulcanici che dipingono un paesaggio dolomitico di rara bellezza. Ogni mercoledì il nuovo spettacolo “Geologia in alto mare” rivelerà i segreti del Latemar, fra battute comiche e colpi di scena.

Foresta dei Draghi

Nel sentiero della Foresta dei Draghi spunterà il nuovo giocolibro delle Avventure Cercadraghi di Beatrice Calamari. Quest’ultimo, il settimo, è dedicato a Goira, la draghessa dei laghi alpini impegnata a combattere le “pulci ridoline” che fanno perdere la rotta agli amici alati. Intanto, lungo il sentiero del Pastore distratto sono nati due nuovi giocolibri: “Mì e le api”, di Ilaria Castellan, che invita a scoprire un mondo operoso e fragile, e “I segreti del nonno”, di Nicola Sordo, un tenero dialogo alla scoperta del mestiere di pastore. Da quest’anno, i giocolibri della MontagnAnimata sono disponibili anche nelle librerie della valle, nelle biblioteche del Trentino oltre che al Punto info di Gardoné.

Novità anche nel calendario degli spettacoli. Tutti i giovedì, l’anfiteatro ospiterà un’alternanza di storie fantastiche con Otto il Bassotto, Pino Costalunga, Simone Frasca, Cristiano Marin, Nicola Sordo e Michele Comite. La ricerca del misterioso Dahù diventerà uno show, ogni martedì, grazie a due scienziate bizzarre. In gioco ci sarà la sopravvivenza di questo strano animale a cui 4 scrittori hanno dedicato il libro “Le fiabe storte del Dahù”. Infine, dalla domenica al mercoledì, saranno in programma numerosi spettacoli itineranti.

Nuovi e dalle forme curiose anche i premi per chi completa le missioni, fra questi i personaggi in legno Tof, La Pina e Dahù, una bandana, il memory dei draghi del Latemar, il gioco dell’oca per piccoli draghi,  lo yoyo di Zop e la cartolina della MontagnAnimata.

 

INFO: Latemar 2200 Spa, tel. 0462 502929, predazzo@latemar.itwww.montagnanimata.it

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Che gambe ha la sincerità?

Avete idea di cosa voglia dire per un dahú la stagione degli amori? È un vero disastro!

Tra cervi che bramiscono rumorosi ad ogni angolo di foresta, caprioli fieri che si scornano per farsi belli e forti davanti alle femmine adoranti, camosci che si destreggiano in acrobatiche giravolte per le loro belle: ci sono i dahú. Eccoli, fermi.

Niente saltelli o mirabolanti numeri da circo. Con le nostre zampe sbilenche rischiamo sempre di ruzzolare a valle. E son dolori. Rotolando giù per i pendii, girando solo a destra (o soltanto a sinistra). Come se uno potesse trovare una compagna per la vita!? Già siamo in pochi, trovare una femmina che abbia le zampe coordinate alle tue è praticamente impossibile.

Conquistarla (una femmina) è complicato per dei bipedi stabili come gli umani, per dei dahú traballanti può diventare impossibile. Ti rassegni quasi a una vita solitaria.

Poi  un giorno la vedi: bella bellissima, ti trafigge il cuore per come bruca l’erbetta vicino al rifugio Passo Feudo. Che meraviglia, pura poesia! Ma come la avvicino? Chissà quanti pretendenti avrà al seguito!

E poi siamo pratici. È in tutto uguale a me, un dahú levogiro femmina. Cosa facciamo? Ci rincorriamo per tutta la vita? Disegniamo solchi su per le montagne senza mai poterci incontrare?

Essere un dahú non è da tutti, per questo siamo rari. Ci vogliono anni di abilità e di equilibrio per stare su queste nostre zampe sbilenche. Migliaia di pendii scoscesi e dislivelli che i nostri cugini stambecchi se li sognano. Eppure basta una femmina dai profondi occhi azzurri per farci venire la tremarella alle ginocchia! Come faccio a farmi avanti?

©Modica

Potessi chiedere aiuto a quelle due strane scienziate che si aggiravano nel bosco a Gardonè. Agghindate con occhiali improbabili, antenne e sonagli. Quelle allegre e appassionate ricercatrici saprebbero forse darmi un consiglio.

Che poi, mettiamo di riuscire ad avvicinarmi a lei senza cascare o peggio, farla cascare, cosa le dico?

Ciao, sono Dalvis un dahú come te!” (che tipo banale, penserà)

Ehila come ti butta?” (impresentabile, avete ragione)

Ciao sono Dalvis,  sai che i dahú sono in pericolo di estinzione?” (ecco un quadrupede saccente)

Ciao sono Dalvis, ti trovo bellissima. Fai strada tu?

Ora ditemi voi, che gambe ha la sincerità? 😉

francescasarac

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Zoira è la prima a dire che non si fa

Se sei un drago e abiti a Gardonè questo è un periodo dell’anno che impari ad apprezzare. Gli impianti di risalita sono chiusi, i bambini tornano a scuola e la nostra Foresta si svuota.

Oh che pace, che tranquillità. Posso finalmente uscire allo scoperto e fare tutte le cose draghesche che mi piacciono di più come un draghetto normale. Volare, per esempio. Di notte non è così facile, volare intendo, soprattutto per un drago alle prime armi come me. Gardonè è un posto bellissimo per volare. L’aria frizzante solletica il naso, i larici cambiano colore. D’estate sono di un bel verde brillante, gialli e arancioni d’autunno. È una magia.

L’apina e le sue sorelle, Martín con le mucche, tornano tutti a valle e quassù restiamo solo noi. “Solo” si fa per dire. Capita a volte di veder sbucare, da dietro un cespuglio o una roccia, un retino colorato. Eccolo! È il prof. Drache, che buffo! Cerca di camuffarsi in qualche modo per avvicinarsi a noi. Senza grandi risultati. Invece di dare lezioni di dragologia dovrebbe prendere qualche lezione di “nascondino” da noi draghi, siamo espertissimi.

Drache alla ricerca di indizi nella Foresta dei Draghi

Drache alla ricerca di indizi nella Foresta dei Draghi

D’estate è divertente nascondersi dalle famiglie in vacanza e, a sentir parlare i draghi anziani, quasi necessario! Ma a volte diventa noioso. Bambini, passeggini, mamme, papà, nonne, nonni, animali pelosi al seguito. Mi chiedo perché non possiamo uscire allo scoperto e via!

Zoira è la prima a dire che non si fa, non è opportuno, “gli umani non sono ancora pronti” e bla bla e l’antica profezia e bla bla. Uffa!

Sapete tenere un segreto? Un giorno stavo camminando nella Foresta – invisibile io (è una tecnica che insegnano a tutti i draghi fin da piccoli) – e ho avuto come l’impressione che certi bambini riuscissero a vedermi! Non scherzo.

Stavano giocando vicino alla grande roccia della profezia, d’un tratto si sono girati verso il bosco e uno di loro, tutto ricci e lentiggini, mi ha sorriso! Shhshssss, non ditelo in giro 😉

francesca sarac

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